Presa di Montefiorino e istituzione della Zona libera
17/06/1944
Montefiorino
La formazione della zona partigiana di Montefiorino non scaturisce da una battaglia campale.
Verso la metà di giugno, il paese viene “assediato” da elementi del Distaccamento Genova, della Rinfranti e di “Balìn”. Dopo l’attacco del 17-18 giugno (che causa un morto tra i fascisti), i partigiani assumono il controllo della zona dei comuni di Toano (RE), Villa Minozzo (RE), Ligonchio (RE), Montefiorino, Frassinoro, Prignano sulla Secchia, Polinago, con le importanti strade delle Radici e le centrali idroelettriche di Farneta e Ligonchio.
L’esperienza di Montefiorino è cruciale per l’imbastimento di un’embrionale amministrazione democratica nell’Appennino modenese, totalmente sotto il controllo delle forze della Resistenza e a ridosso del fronte.
Dal punto di vista militare, dalla Zona libera di Montefiorino i partigiani possono attaccare le strade statali 62 e 63. Tuttavia, il periodo della “zona partigiana” costituisce un momento critico per le formazioni: il continuo afflusso di giovani (per lo più renitenti alla leva) rende difficile la gestione di numerosi uomini non armati, mentre le unità abbandonano la tattica di guerriglia, favorendo la difesa delle posizioni conquistate.
Dopo il fallimento delle trattative per un reciproco riconoscimento tra comandi tedeschi e partigiani, la “Repubblica” cessa di esistere in seguito all’attacco germanico di fine luglio.