Mario Ricci

Mario Ricci “Armando”


Sassoguidano di Pavullo, 1908- 1989

Comandante


Nato in una famiglia di affittuari, Mario Ricci frequenta le scuole elementari a Pavullo.
La guerra porta a un peggioramento delle condizioni della famiglia, e lo vede ammalarsi di spagnola.
Dopo il conflitto completa gli studi elementari e svolge il servizio militare a Mestre. Nel 1929 nasce suo figlio Eolo. Nell’ottobre 1931 emigra in Francia per lavorare: è in Corsica, poi a Nizza, quindi a Tolone. Qui si avvicina al partito comunista, a cui si iscrive nel 1933.
Nel novembre 1936 si reca volontario in Spagna per combattere contro i generali franchisti. Dopo l’addestramento ad Albacete, entra nel Battaglione Garibaldi della XIII Brigata Internazionale e combatte a Boadilla e Mirabueno. Ferito, rientra nel Comando della Brigata. Divenuto commissario politico, combatte a Huesca e poi Brunete, dove resta di nuovo ferito. Rientra nuovamente, partecipando alla battaglia di Guadalajara, alla ritirata di Caspe e all’ultima resistenza sull’Ebro. Nel gennaio 1939 varca di nuovo i Pirenei.
È internato a Argelés e poi a Tolone. Dopo l’occupazione tedesca finisce a Vernet. Nel settembre 1941 viene rimpatriato e recluso prima a Imperia e poi a Modena; dove sarà condannato a 5 anni di confino a Ventotene.
Dopo il 25 luglio 1943 ritorna a casa, arrivando a Pavullo il 23 agosto. Viene richiamato a Maranello, ma dopo l’8 settembre riesce a darsi alla macchia, assumendo il nome di battaglia “Armando” in onore del fratello minore morto nei Balcani. In ottobre partecipa alla vita clandestina del Pci. Nel febbraio del 1944 impianta la lotta armata nella valle del Panaro.
A metà aprile si trasferisce nella valle del Secchia dove, grazie al lavoro politico di “Davide”, riesce ad aggregare sotto il suo comando le principali formazioni modenesi nella Brigata Ciro Menotti.
A metà giugno guida la presa di Montefiorino, divenendo comandante del Corpo d’Armata Centro Emilia.
Dopo il rastrellamento ripara nella valle del Panaro e, al contrario del resto della Divisione Modena, vi rimane. Dopo alcuni scontri (e un attentato), decide di passare il fronte alla fine di settembre, assumendo il controllo della zona lasciata libera dei tedeschi attorno a Lizzano in Belvedere (BO). Entra così in contatto con le formazioni bolognesi, che provvede ad aggregare, e con gli Alleati, con i quali avvia un non facile confronto. A inizio novembre viene nominato comandante della nuova Divisione Modena Armando, con base a Lizzano. I partigiani di “Armando” sono protagonisti delle battaglie sul Monte Belvedere, che viene conquistato a fine novembre.
Nell’aprile 1945 provvede alla liberazione della zona del Cimone e scende poi verso la pianura, arrivando a Maranello il 23 aprile 1945. Viene nominato dal Cln sindaco di Pavullo e poi confermato alle elezioni del marzo 1946; è candidato ma non eletto alla Costituente. Nel 1948 viene eletto deputato. Nel 1952 ottiene la Medaglia d’Oro al Valor Militare e nel 1954 viene assolto nell’ultimo processo per fatti accaduti durante la Resistenza. L’esperienza come deputato si chiude nel 1958, quella come sindaco nel 1959 (ma ha un seguito nel 1959-1961 e ancora nel 1964-1968). Nel 1968 tra l’altro assiste all’invasione sovietica a Praga, dove si trova per un ciclo di cure.
Ricci è anche presidente dell’Anpi locale e provinciale, e della Cooperativa Reduci.
Nel 1986 è in Spagna per commemorare il 50° delle Brigate internazionali. Nel 1988 viene festeggiato per i suoi 80 anni.

Ada Tommasi De Micheli, Armando racconta, Milano, Vangelista 1982

Scheda biografica dedicata a Mario Ricci sul sito dell’Istituto storico di Modena

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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