Rastrellamento di Palagano, Monchio, Susano e Costrignano
16/03/1944
Monchio
In seguito ai bandi di arruolamento per la Rsi numerosi renitenti alla leva si nascondono nelle zone montane o si uniscono alla Resistenza. Per catturare i disertori nel marzo 1944 i vertici militari tedeschi e fascisti pianificano un rastrellamento nell’Appennino tosco-emiliano.
Un primo grosso rastrellamento è messo in campo il 16 marzo da reparti tedeschi e fascisti nella zona di Monchio a cui il Gruppo Dignatici tenta di opporsi con scontri a fuoco. I partigiani di Dignatici, insieme a quelli di “Minghin” attaccano i reparti tedeschi causando la morte di un capitano e due soldati tedeschi e mettendo così il nemico in ritirata per evitare altre perdite. Dopo questi combattimenti, mentre tutte le formazioni partigiane si spostano in altre zone, i comandi tedeschi chiedono e ottengono rinforzi: il 18 marzo comincia un attacco massiccio sui paesi di Palagano, Monchio, Susano e Costrignano condotto di concerto tra fascisti e tedeschi al termine del quale si contano 136 vittime (tutte civili) e 150 case danneggiate o distrutte. È la più grande strage di civili nel modenese di tutto il periodo 1943-1945.
Rolando Balugani, Carneficine del 1944: Monchio, Susano, Costrignano, in “Patria indipendente”, 25 ottobre 2009, pp. 25-34
Documenti sfogliabili
Una riuscita azione di rastrellamento contro il banditismo sull’Appennino modenese, in “Gazzetta dell’Emilia”, 22 marzo 1944
Adamo Pedrazzi, Cronaca dell’occupazione nazifascista di Modena, vol. 2, 20-23 marzo 1944, pp. 734-745