La “beffa di Pavullo”
06/01/1944
Pavullo
Il gruppo di “Rossi” fa irruzione nella caserma della Gnr di Pavullo, disarmando 22 carabinieri, insieme a quattro militari tedeschi. Il colpo riesce grazie all’infiltrazione di elementi della Resistenza nella Gnr e alla collaborazione con Mario Ricci “Armando”.
Oltre alle armi pesanti, vengono prelevate anche 270.000 lire dal conto del Fascio locale.
Dopo aver requisito una corriera, i partigiani prendono come prigioniero il caposquadra della milizia, Gustavo Lami. In seguito, il gruppo si dirige a Serramazzoni, dove Lami viene fucilato a causa di un tentativo di fuga.
Uno degli aspetti più significativi dell’azione è il fatto che contribuisce a dar l’impressione che l’Appennino Modenese sia “infestato” dalle bande partigiane e che esse contino su una forza maggiore di quanto non sia, impressionando le stesse autorità fasciste.
Documenti sfogliabili
Il camerata Gustavo Lami barbaramente ucciso a Serramazzoni, in “Gazzetta dell’Emilia”, 9 gennaio 1944