34ª Brigata Antonio Ferrari

Nella riorganizzazione delle forze partigiane, dopo lo sbandamento generato dalla caduta della Repubblica di Montefiorino, nell’ultima settimana di agosto del 1944 nasce la 34ª Brigata Antonio Ferrari, che prende il nome da un giovane studente di Azione cattolica, che aveva fatto parte del Battaglione Democratico Cristiano, catturato e fucilato a Ospitaletto il 25 agosto 1944. Questa formazione si costituisce accorpando il Battaglione Democratico Cristiano, il Battaglione Anderlini, la formazione guidata da Mario Allegretti e il Battaglione guidato dal “Toscano” (Adolfo Bambini), quest’ultimo composto da una parte significativa delle forze che si erano separate dal comando di “Marcello”. A prendere il comando della nuova brigata è Ermanno Gorrieri “Claudio”, cui viene affiancato come commissario politico il comunista Torquato Bignami “Guido”. La Brigata agisce nell’area ad ovest della via Giardini, avendo posto il proprio centro nevralgico a Monte San Martino. La vita della Brigata Ferrari è relativamente breve, in pratica lo schieramento unitario dura fino a metà settembre, quando la zona in cui opera subisce un pesante rastrellamento tedesco, in cui vengono impegnati dai 300 ai 400 militari. Dopo alcuni momenti di scontro, il Comando della brigata, resosi conto che non è possibile resistere, effettua lo sganciamento, a seguito del quale la formazione si suddivide in tre gruppi, che scelgono destinazioni geografiche indipendenti e lontane tra di loro. In particolare il Battaglione Democratico Cristiano sceglie di suddividere i propri effettivi in pattuglie di una decina di individui, che «si irradiarono in diverse direzioni con cinque giorni di autonomia e con l’impegno di mettersi in contatto alla fine dei cinque giorni con uno dei posti di tappa della linea di collegamento Magreta-San Martino Vallata, per ricevere ordini circa il luogo di radunata del Battaglione». Una volta ricostituitosi, quest’ultimo battaglione rientra nella zona di Monte San Martino.Nonostante la sostanziale frammentazione della brigata, è pervenuto qualche sporadico documento che porta il timbro della Brigata Antonio Ferrari e la firma del commissario politico “Guido” con date oltre metà ottobre 1944, ma già dall’11 ottobre “Guido” è incaricato di costituire una nuova brigata. Lo scioglimento ufficiale avviene nel dicembre 1944.

Ermanno Gorrieri e Giulia Bondi, Ritorno a Montefiorino. Dalla Resistenza sull’Appennino alla violenza del dopoguerra, Bologna, Il Mulino 2005

Claudio Silingardi, La montagna tra renitenza e Resistenza. L’esperienza della zona libera di Montefiorino (1943-1945) in Matteo Al Kalak (a cura di), Mondi lontani. Storie e microstorie di un territorio montano (Frignano, secoli VIII-XXI), Roma, Viella 2013


Componenti principali

Ermanno Gorrieri “Claudio”

Ermanno Gorrieri “Claudio”

Comandante

Torquato Bignami “Guido”

Torquato Bignami “Guido”

Commissario politico

Antonio Ferrari “Tonino”

Antonio Ferrari “Tonino”

Eponimo

Base di comando

Fase 5 (7 agosto - 30 settembre 1944)
Ca’ del Vento di Polinago

Data di costituzione

Ultima settimana di agosto 1944

Data di fine

Di fatto la seconda metà di settembre 1944 anche se ufficialmente si scioglie a inizio dicembre 1944 durante il convegno di Civago (Villa Minozzo, RE)

Afferenza politica

Autonomi

Numero di componenti

350 


Sviluppo e gerarchia

Formazione Anderlini
Formazione Italia Libera
Battaglione democratico cristiano
Battaglione del Toscano

Formazione Anderlini
Formazione Italia Libera
Battaglione democratico cristiano
Battaglione del Toscano entrano nella brigata Roveda

Formazione Anderlini
Formazione Italia Libera
Battaglione democratico cristiano
Battaglione del Toscano


Azioni compiute


Azioni subite


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