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Mario Nardi


Torino, 1912 - Arma di Taggia (IM), 2007

Comandante


Ultimogenito dei cinque figli di un notaio, dopo aver svolto il Liceo a Torino si trasferisce a Cuneo. Entra poi all’Accademia militare e avvia la carriera militare, combattendo in vari scenari e raggiungendo il grado di capitano. Il fratello lavora alle Officine Ferrari di Maranello. L’8 settembre 1943 si trova a Roma come capitano d’artiglieria. Dopo l’armistizio si porta nel Modenese e prende parte alla Resistenza.
Sale in montagna a fine marzo con alcuni reduci della Spedizione Bandiera e compie alcune azioni.
A fine maggio entra in contatto con i partigiani di “Armando” e a inizio giugno viene inquadrato nella Brigata Ciro Menotti.
Durante la Zona libera è capo di stato maggiore e coordina i battaglioni d’assalto.
Dopo il rastrellamento rimane nella valle del Secchia.
Il 13 ottobre parte per una missione oltre le linee ma viene intercettato in Garfagnana.
Arrestato dai tedeschi, sopravvive alla fucilazione.
Già il 15 torna in servizio, ma è gravemente ferito a un occhio e per molto tempo resta convalescente
Di queste vicende racconta nel libro Otto mesi di guerriglia.
Dopo la Liberazione continua la carriera militare, diventando generale di Corpo d’armata, con incarichi a Vicenza, Roma, Napoli, Bruxelles, Washington.

Mario Nardi, Otto mesi di guerriglia, Bologna, La Squilla 1976

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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