Divisione Modena Montagna

La Divisione Modena Montagna nasce dalla riorganizzazione dei partigiani della montagna modenese dopo il rastrellamento di Montefiorino di inizio agosto.
Il 2 del mese il Comando e la maggior parte dei partigiani modenesi (circa 3.000) passano la SS12 nei pressi di Montecenere e fissano il comando a Rocchetta.
Gli attacchi nemici proseguono e le formazioni, ingenti ma demotivate, attraversano momenti difficili. A metà mese gran parte delle formazioni rientra nella valle del Secchia.
I comandanti si riuniscono più volte alla Casa dello Storto, sede della formazione di Barbolini, dove emergono le critiche verso “Armando” e “Davide” da parte del Pda e della Dc, ma anche di Barbolini. Si fa l’ipotesi di un comitato di comandanti o di un intervento del Cumer, che, con l’aiuto di “Pellegrino” e “Secondo” riuscirà a sventare la minaccia. Seguendo le indicazioni del Cumer il Corpo d’armata centro Emilia viene ridotto a Divisione.
Il Comando rimane inizialmente invariato: “Armando” comandante, “Davide” commissario, “Nardi” capo di stato maggiore, Barbolini vicecomandante, “Angelo” ufficiale addetto al comando, “Libero Villa” intendente. Viene però aggiunto “Lino” come vicecommissario.
Sotto il Comando figurano la Brigata Bigi e la Brigata Costrignano (derivate dalla I Divisione); la Brigata Roveda (derivata dalla II); la Brigata Minghin (derivata dalla III), la nuova 34a Brigata Ferrari; queste formazioni, insieme al Battaglione Fulmine, sono nella zona di san Martino.
Nella valle del Panaro rimane invece la 64ª Gramsci (insieme con “Armando” e “Ercole”).
Oltre alle difficoltà create dal rastrellamento, patisce la frammentazione delle formazioni: Barbolini e Nardi sono nel Reggiano, “Davide” e “Angelo” nella Valle del Secchia, “Armando” in quella del Panaro.
Il 7 settembre il Cumer chiede alla Divisione Modenese di predisporre due missioni, una verso Modena e una verso Bologna.
Davide protesta, richiamando anche le diverse indicazioni date dalla missione alleata. Inoltre si registrano nuovi rastrellamenti il 12 settembre nella valle del Secchia e il 21 in quella del Panaro. Essi sanciscono la spaccatura tra i due tronconi,e la progressiva perdita di controllo da parte di “Armando”.
“Armando” agisce a metà ottobre nell’area di Pavullo, poi si sposta a Sassoguidano dove viene attaccato dai tedeschi. A seguito di questo scontro si sgancia raggiungendo prima la zona di Montese e poi quella di Fanano, stabilendosi sul Lago di Pratignano. Da qui scende a Pianaccio e poi a Castelluccio di Lizzano, passando il fronte in arretramento.
A metà mese, senza ancora notizia di “Armando”, “Davide” organizza un Gruppo Brigate Est, composto dalla Roveda e dalla Gramsci, al comando di “Angelo” e con “Guido” commissario, per scendere verso Bologna secondo gli ordini del Cumer.
Dopo la battaglia di Benedello anche queste formazioni passano il fronte il 10 novembre e si uniscono ad “Armando”.
Il 17 ottobre, dopo aver atteso notizie inutilmente per un mese, “Davide” comunica alle formazioni la decadenza di “Armando” come comandante e la sua sostituzione con Barbolini; ma il 22 arriva finalmente la comunicazione di “Armando”. A quel punto viene diffusa un’altra comunicazione che elogia “Armando” ma invita anche a suo nome a rimanere di qua dal fronte e continuare la lotta.
Il 19 aprile avvia le operazioni insurrezionali.
Il 23 giunge a Sassuolo, mentre alcune squadre liberano anche Formigine.


Componenti principali

Mario Ricci “Armando”

Mario Ricci “Armando”

Comandante

Osvaldo Poppi “Davide”

Osvaldo Poppi “Davide”

Vicecomandante

Mario Nardi

Mario Nardi

Comandante

Giuseppe Barbolini “Peppino”

Giuseppe Barbolini “Peppino”

Luigi Paganelli “Lino”

Luigi Paganelli “Lino”

Comandante

Severino Sabbatini “Wainer”

Severino Sabbatini “Wainer”

Commissario politico

Luigi Benedetti, “Secondo”

Luigi Benedetti, “Secondo”

Commissario politico

Aurelio Righi Riva “Barba Elettrica” e “Aurelio”

Aurelio Righi Riva “Barba Elettrica” e “Aurelio”

Comandante di formazione

Base di comando

Fase 5 (7 agosto - 30 settembre 1944)
Fase 6 (1° ottobre - 11 dicembre 1944)
Fase 7 (12 dicembre 1944 - 7 marzo 1945)
Fase 8 (8 marzo - 4 aprile 1945)
Fase 9 (5 aprile - 8 maggio 1945)
Rocchetta Sandri (2 agosto), poi Monte San Martino, poi Costabona (2 settembre), poi Monte San Martino (20 settembre), poi Cavola (25 settembre), poi Pigneto (26 settembre), poi Morano (4 ottobre), poi Civago (27 novembre), poi Farneta (8 dicembre), poi La Verna- Are Vecchie (7-8 gennaio), poi Boccassuolo-Sant'Antonio (10-19 gennaio), poi di nuovo Farneta fino al 22 aprile quando si trasferisce a Prignano, e di lì a Sassuolo il 23

Data di costituzione

Agosto 1944

Data di fine

30 aprile 1945

Afferenza politica

Comunista

Numero di componenti

2.000 a fine agosto 1944, 1.600 a inizio ottobre, 1.200 a inizio novembre, 500-700 a metà novembre, 800 a inizio gennaio, 4.000 al 24 aprile 1945


Azioni compiute


Azioni subite

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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