Organizzazione patriottica Romero

Dall’estate 1944 nella VI zona della pianura modenese (Sassuolo, Formigine, Magreta e Maranello) inizia a operare l’Organizzazione patriottica Romero, fondata dal dottor Giulio Mesini di Formigine, ex-tenente dei carabinieri.
Secondo la testimonianza dell’ingegner Angelo Carani, ex aderente all’organizzazione Romero, si tratta più che di una struttura partigiana in senso stretto, di «un’organizzazione che aveva proprio il compito specifico di disciplinare il trapasso dalla dittatura alla libertà nel massimo ordine possibili», che si arroga inoltre una sorta di compito di polizia.
La presenza di questa formazione è particolarmente intensa nell’autunno del 1944, quando però si acuiscono anche i dissapori con i responsabili dei quattro Settori Sap della VI Zona, come emerge, tra l’altro, dalle lettere di “Ramberga” – comandante del III settore – che ne denuncia i comportamenti antisappisti e anticomunisti: «L’organizzazione Romero conduce nel nostro settore una campagna di propaganda contro la S.A.P. tacciandola di formazione illegale. Un membro del Comitato alla riunione di ieri ha dichiarato di aver saputo da fonte degna di fede che Romero intende disarmare la nostra S.A.P», ribadendo in altra lettera che la Romero è «formata da individui attendisti e disgregatori … d’altronde comodo evitare la lotta con le armi a viso aperto».
Anche il Comando del IV settore lamenta interferenze da parte della Romero «inoltre vanno diffondendo [i componenti della Romero, ndr.] a tutti i nostri Sapisti di sganciarsi dal vincolo della S.A.P. assicurando a tutti questi che, soltanto sotto la protezione del Comitato del partito Democratico-cristiano, avranno domani l’onore di potersi chiamare italiani e non saranno messi al bando come quegli individui che ancora danno le loro attività; patriottiche nelle fila delle S.A.P.».
Nonostante le numerose richieste di scioglimento della formazione da parte degli uomini sul campo, la Federazione Comunista di Modena l’8 dicembre 1944 ribadisce, con fermezza, che è opportuno trovare una forma di coesistenza.
In questa direzione si tenta anche la nomina di Mesini a capo di stato maggiore delle Sap della VI zona in rappresentanza della Dc. La scelta è del tutto fallimentare perché “Romero” continua a «non riconoscere SAP e GAP e a rifiutare ogni inquadramento».
Questo stato di cose si risolve solamente a fine gennaio 1945, quando il Mesini passa il fronte e i suoi uomini, in gran parte, aderiscono ad altre formazioni di coerente cifra politica.
Uno strascico si ha nel marzo del 1945 quando la Segreteria della Dc prende atto di numerose denunce contro “Romero”, da cui risulta che «ne aveva fatte di tutti i colori».

Centro Francesco Luigi Ferrari di Modena, Archivio “Brigate Italia”, b. 2
Luciano Casali, Storia della Resistenza a Modena, Modena, Anpi 1980
Francesco Genitoni, Soldati per conto nostro, Milano, Vangelista 1989


Componenti principali

Base di comando

Fase 5 (7 agosto - 30 settembre 1944)
Fase 6 (1° ottobre - 11 dicembre 1944)
Fase 7 (12 dicembre 1944 - 7 marzo 1945)
Formigine

Data di costituzione

Fine estate 1944

Data di fine

Fine gennaio 1945

Afferenza politica

Autonomi

Numero di componenti

200 – 300 uomini


Sviluppo e gerarchia

Nessuna

La formazione si scioglie. Parte degli effettivi passa le linee e parte entra nelle Sai e successivamente nella Brigata Italia Pianura

Nessuna

Nessuna


Azioni compiute

10/10/1944

Requisizione tabacco e scontro con SAP VI zona

Sassuolo


Azioni subite


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