Brigata Sap Aldo Casalgrandi

Nella V Zona le tradizioni antifasciste sono ben radicate in un’ampia fascia di popolazione, in particolare tra le numerose famiglie che orbitano intorno al polverificio SIPE di Spilamberto, che nei primi anni di guerra si è notevolmente ingrandito arrivando a raggiungere i 5.000 dipendenti. In quest’ambito nasce l’Als (Associazione lavoratori di Spilamberto), che si occupa di propagandare idee antifasciste e di collaborazione tra le varie anime del proletariato, dando vita a un giornale clandestino “La Voce della Giustizia”. Intorno a questi nuclei antifascisti nascono le prime squadre Sap della zona, dapprima nelle zone limitrofe alla SIPE stessa (Basse Rangoni di Spilamberto e Basse di Vignola) e poi nella zona di San Vito (Spilamberto).
In quest’ultima località si installa, in casa del sarto Balugani, il Comando di zona.
La nascita della Brigata Aldo Casalgrandi, in senso stretto, avviene nel gennaio del 1945 in seguito all’arresto dei quadri dirigenti della Resistenza nel territorio, Aronne Simonini e Antonio Garau. L’intitolazione della brigata è ad Aldo Casalgrandi operaio della SIPE, gappista, ucciso nell’eccidio nazifascista di Ospitaletto il 13 agosto 1944.
Ad assumere il comando della brigata viene chiamato Francesco Parigi “Feodor”, mentre il ruolo di commissario politico viene affidato a Gilberto Galli “Natale”. Già dal 18 gennaio 1945 in zona rientra Antonio Garau “Geppe”, fuggito dal carcere di Verona. In questo momento assume il ruolo di capo di stato maggiore. L’attività della brigata, che ha base di comando a San Vito e base amministrativa a Vignola, nell’ufficio di Zagnoli, allora direttore della filiale della Banca Popolare di Modena e membro del locale Cln, si articola in sabotaggi, prelievi, controllo e trasmissione di informazioni, presidio del territorio in particolare per impedire razzie di beni di prima necessità. Ci sono tuttavia anche diversi scontri armati.
La formazione, con la nascita della II Divisione Modena, viene ridenominata 13ª Brigata d’Assalto Aldo Casalgrandi.

Archivio Gruppo di Documentazione Vignolese Mezaluna – Mario Menabue Aps
Francesco Borghi, L’an n’éra ménga giòsta (Spilamberto e il Vignolese nelle lotte sociali e nella Resistenza), Spilamberto, Tipografia Soragni 1976
Mario Menabue, Basta salvare la pelle. Problemi politici, militari, logistici e finanziari della guerra civile, 1943-45, nella Valle del Panaro, Modena, Il Fiorino 2000


Componenti principali

Francesco Parigi, detto Cicillo, “Feodor”

Francesco Parigi, detto Cicillo, “Feodor”

Comandante

Gilberto Galli “Natale”

Gilberto Galli “Natale”

Commissario politico

Antonio Garau detto Nino “Geppe”

Antonio Garau detto Nino “Geppe”

Capo di stato maggiore

Base di comando

Fase 7 (12 dicembre 1944 - 7 marzo 1945)
Fase 8 (8 marzo - 4 aprile 1945)
San Vito di Spilamberto

Data di costituzione

Gennaio 1945

Data di fine

Inizio aprile 1945

Afferenza politica

Comunista

Numero di componenti

alcune centinaia inizialmente
382 il 3 aprile 1945


Sviluppo e gerarchia


Azioni compiute

01/02/1945

Sette combattimenti

Spilamberto

01/03/1945

Uccisione di Bruno Roli

San Vito (Spilamberto)

13/03/1945

Agguati contro militari tedeschi

Baranzona (Spilamberto)


Azioni subite


Galleria

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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