16ª Brigata Mario Allegretti

La 16ª Brigata Mario Allegretti si costituisce nelle ultime settimane di guerra, raccogliendo le indicazioni contenute in un Comunicato del 9 aprile 1945, che fornisce «misure pratiche di attuazione» per «la trasformazione delle formazioni partigiane in regolari unità militari». La brigata nasce raccogliendo diverse formazioni in ambito azionista, in particolare alcune squadre Sap del Partito d’azione, il Battaglione Giustizia e Libertà e il Battaglione Dallai. La brigata prende il nome dal partigiano vignolese Mario Allegretti comandante della Brigata Santa Giulia morto in combattimento a Saltino di Prignano il 10 aprile 1945.
Questa brigata agisce a Modena città, in particolare nella zona centrale: vengono istituite tre basi di «controspionaggio» in città in via Scarpa, nella Biblioteca circolante Minerva in via S. Cristoforo e nell’Accademia militare. In questa zona, nel periodo precedente la liberazione, ha costruito un’importante rete di relazioni con operai, impiegati e anche appartenenti alle forze dell’ordine. Si tratta di nuclei attivi nelle principali aziende, sia pubbliche sia private, negli uffici pubblici e in realtà strategiche come Questura, Vigili urbani, Carceri e la stessa Accademia.
La brigata riveste un ruolo fondamentale nelle giornate della liberazione di Modena. Fin dalla serata del 21 aprile ha, infatti, liberato i carcerati di Sant’Eufemia e il 22 aprile occupa i punti nevralgici della struttura cittadina: Aziende Elettriche Municipalizzate, Questura, Carceri, Municipio e Banca d’Italia.
Ovunque questo consente di respingere militarmente gli interventi tedeschi, preservando la documentazione, acquisendo armi e denaro. L’aspetto più importante è però la salvaguardia degli impianti produttivi, che i tedeschi intendono distruggere, snodo centrale per il futuro della città.
Gli uomini della Mario Allegretti sono fondamentali anche nella resa del forte presidio tedesco che si è barricato nell’Accademia e che può diventare un grave problema di sicurezza per l’intero abitato.
Nel primo pomeriggio del 22 aprile, il comandante Vaccari, sfruttando l’incontro con il primo carro armato alleato giunto in città, riesce a segnalare per radio all’aviazione alleata che la città di Modena è in mano alle forze partigiane.
Al termine della giornata Modena è libera, ma la formazione ha perso nei combattimenti ben 22 componenti.

Italo Scalambra, La scelta da fare. Dalla clandestinità alla resistenza nel modenese, Roma, Editori Riuniti 1983
Luciano Casali, Storia della Resistenza a Modena, Modena, ANPI 1980


Componenti principali

Benito Vaccari “Domenico”

Benito Vaccari “Domenico”

Comandante

Vittorio Tavernari “Torquato”

Vittorio Tavernari “Torquato”

Commissario politico

Alberto Tusini “Bruscone”

Alberto Tusini “Bruscone”

Comandante dalla fondazione della brigata fino al 20 febbraio 1945

Base di comando

Fase 9 (5 aprile - 8 maggio 1945)
Modena, centro storico

Data di costituzione

Dopo il 10 aprile 1945

Data di fine

2 maggio 1945

Afferenza politica

Azionista

Numero di componenti

Secondo il diario della formazione, circa 250 effettivi – 130 partigiani, e 120 patrioti – secondo gli elenchi dei combattenti circa 150


Sviluppo e gerarchia

  • Squadre Sap del Partito d’azione
  • Battaglione Giustizia e Libertà
  • Battaglione Dallai
  • Nessuna

    II Divisione Modena

    Quattro battaglioni.
    Il III Battaglione presenta inoltre un Distaccamento Morgan


    Azioni compiute

    21/04/1945

    Liberazione dei carcerati

    Modena centro


    Azioni subite


    Galleria


    Documenti sfogliabili

    Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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