18ª Brigata Zoello Monari
La Brigata Zoello Monari (dall’omonimo battaglione, che a sua volta prende il nome dal giovane partigiano Zoello Monari, ucciso a Formigine il 30 gennaio 1945) nasce nelle prime settimane di aprile del 1945 a seguito di una aspra diatriba scaturita all’interno della Brigata Mario Speranza tra il Capo di Stato maggiore della stessa, Martino Lizzi “Gimmi”, Mario Comelli “Ramberga” comandante del Battaglione Zoello Monari e altri reparti della stessa.
I fatti recriminati da “Gimmi” riguardano il 3 aprile 1945, quando un grosso rastrellamento tedesco accerchia la Brigata Mario Speranza. Nel corso dei combattimenti cade il comandante della Brigata Chiaffredo Cassiani “Stop”. Inoltre alcune delle formazioni, tra cui il Battaglione Zoello Monari, rinunciano allo scontro: «senza ordine del Comando di brigata, il Comandante del Btg. Z. Monari ha arbitrariamente dato ordine ai suoi uomini di sotterrare le armi e sbandarsi».
A ciò segue un’aspra risposta di “Ramberga”, che accusa “Gimmi” (alla morte di “Stop” ha assunto il comando della Mario Speranza) di aver redatto un «rapporto tendenzioso» e che il proprio comportamento è stato generato da numerosi fattori, quali una mancanza di informazioni circa l’incombente rastrellamento, l’isolamento del battaglione dal resto della brigata e la forte inferiorità numerica. Conseguentemente per non sacrificare inutilmente i suoi uomini aveva ordinato il seppellimento delle armi e lo «sganciamento in ordine sparso verso la pianura dei miei uomini presenti a Roggio».
Dal canto suo “Gimmi” vuole riorganizzare la brigata eliminando dalla formazione tutti gli «indegni […] coloro che nel momento decisivo sotterrano le armi e fuggono vigliaccamente abbandonando i compagni». In questo clima assai teso la Mario Speranza si divide in tre brigate: Mario Speranza, Stop e, appunto, Zoello Monari.
Formalmente il comando viene assunto da Lauro Dallari “Marco” con Giuseppe Iovino “Pino” commissario politico, ma in realtà la figura di riferimento resta il “Ramberga”.
Prima della liberazione si segnalano poche sporadiche iniziative.
Di complessa interpretazione è la pretesa liberazione di Casinalbo e Formigine, che viene attribuita all’eroica azione della Monari, mentre Silingardi e soprattutto Gorrieri tendono a un forte ridimensionamento dell’apporto. Si sarebbe trattato per lo più di «rastrellamento dei pochi soldati tedeschi rimasti».
Il Diario della brigata sostiene che «il 3° Btg. […] riesce a liberare Maranello preservando dalla distruzione nemica le officine automobilistiche Ferrari».
Componenti principali
Base di comando
Fase 9 (5 aprile - 8 maggio 1945)
Casinalbo (Formigine)
Data di costituzione
Dopo il 7 aprile 1945
Data di fine
30 aprile 1945
Afferenza politica
Comunista
Numero di componenti
Circa 300 uomini al termine della guerra
Sviluppo e gerarchia
Battaglione Zoello Monari (comandato da Mario Comelli “Ramberga” composto da meno di 100 effettivi di cui 30 armati) facente parte della Brigata Mario Speranza (comandante Chiaffredo Cassiani “Stop”)
Nessuna
Quattro battaglioni:
- Casinalbo
- Formigine
- Maranello
- La Rena
Due distaccamenti autonomi:
- Sassuolo
- Cino

