Divisione Modena Armando

La Divisione Modena Armando si forma nel momento in cui Mario Ricci “Armando”, che dopo i rastrellamenti estivi è rimasto nella Valle del Panaro e poi ha passato a fine settembre la linea del fronte, cerca di raggruppare i partigiani presenti nella zona di Lizzano in Belvedere in una unica formazione.
Al momento dell’arrivo a Castelluccio (BO) il 29 settembre, “Armando” ha con sé la 64ª Brigata Gramsci ma sul territorio ci sono anche le formazioni bolognesi: la 7ª Brigata Modena, la Brigata Matteotti Montagna e la Brigata Giustizia e Libertà. Inoltre gli Alleati diffidano di lui per la sua chiara matrice comunista, come si evince da un rapporto di dicembre.
Nel Modenese si reclama invano il suo ritorno (le comunicazioni vengono ristabilite sono a fine ottobre, con la presa d’atto del passaggio del fronte e la riconfigurazione del Comando della Divisione Modena Montagna) e anche l’esercito del Regno del Sud propone di inquadrare i suoi partigiani nelle forze regolari.
Tre sono i fattori che gli consentono di portare a termine l’operazione, sebbene quasi due mesi dopo. Pesano l’affidabilità e il valore mostrati dai partigiani nelle battaglie per la conquista del Monte Belvedere (il 29 ottobre e 24 novembre). Inoltre “Armando” svolge un intenso lavoro diplomatico che lo porta a Firenze e Roma. Infine occorre considerare l’arrivo, in diverse ondate, di altri partigiani modenesi: prima il 10 novembre le Brigate Est, poi parte della Bigi e il Battaglione Anderlini e infine, il 24, la Brigata Costrignano.
Nonostante indubbie difficoltà (come dimostra l’attentato subito), a novembre viene formalizzata la nascita della nuova formazione, che è inquadrata nella V Armata americana.
A metà febbraio 1945 una parte consistente dei partigiani modenesi viene inviata a riposo a Pescia (PT), dove si riorganizza con la nascita della Brigata Corsini.
La Folloni torna in linea a inizio marzo e la Corsini a metà mese.
Dal 19 aprile entrano in azione per la battaglia finale, liberando Fanano, Sestola e Pavullo.
Il 23 arrivano a Maranello.


Componenti principali

Mario Ricci “Armando”

Mario Ricci “Armando”

Comandante

Adelmo Bellelli (altrove Belelli) “Ercole”

Adelmo Bellelli (altrove Belelli) “Ercole”

Commissario

Torquato Bignami “Guido”

Torquato Bignami “Guido”

Commissario politico

Fernando Camellini “Andrea”

Fernando Camellini “Andrea”

Comandante

Base di comando

Fase 6 (1° ottobre - 11 dicembre 1944)
Fase 7 (12 dicembre 1944 - 7 marzo 1945)
Fase 8 (8 marzo - 4 aprile 1945)
Fase 9 (5 aprile - 8 maggio 1945)
Lizzano in Belvedere (BO)

Data di costituzione

1° novembre 1944

Data di fine

30 aprile 1945

Afferenza politica

Comunista

Numero di componenti

600 a fine settembre 1944, 1.000 a inizio novembre 1944, 2.000 a fine novembre 1944, 700 a metà dicembre (gli altri ai centri di raccolta), 1.000 a fine gennaio 1945. Il Comando è composto da una quarantina di persone


Azioni compiute

29/10/1944

Attacchi a Monte Belvedere

Monte Belvedere

24/11/1944

Attacchi a Monte Castello

Monte Castello


Azioni subite

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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