
Dalife Mazza “Marino” o “Livio”
Bologna, 1907
Commissario politico
Dalife Mazza nasce a Bologna il 29 ottobre 1907 da Ernesto ed Estella Guermandi. Ottiene il Diploma di scuola elementare e poi è calzolaio di professione. Nel 1929 si iscrive al Partito Comunista e comincia a svolgere un’intensa attività antifascista.
A seguito di una vasta azione propagandistica, culminata il 17 luglio 1933 con il lancio di manifestini e l’esposizione di bandiere rosse in diversi comuni della pianura bolognese, viene arrestato e, con sentenza del 5 luglio 1934, condannato dal Tribunale speciale a dieci anni di carcere e 3 anni di sorveglianza speciale per costituzione del Pci, appartenenza allo stesso e propaganda. Sconta la maggior parte della pena nel carcere di Civitavecchia (Roma), condividendo la reclusione con Umberto Terracini, Mauro Scoccimarro, Giancarlo Pajetta, Arturo Colombi, Pietro Vergani.
Ritornato in libertà, nel 1943, promuove un’agitazione dei lavoratori del calzaturificio Montanari di Bologna. Arriva a Modena per conto del Pci nel giugno del 1944 per l’organizzazione della lotta armata in pianura. Dalla fine dell’estate entra nel Comando piazza di Modena. Nell’immediato dopoguerra è il segretario generale del Pci di Modena.