
Vinka Kitarovic “Lina”, poi “Vera”
Sibenik (Croazia), 1926 – Bologna, 2012
Partigiana con funzioni di staffetta per il Comando
Sedici anni, liceale, Vinka Kitarovic assiste all’occupazione italiana della sua città, Sibenik, sulle coste croate. Decisa a reagire alla violenza fascista, nel 1942 entra nell’Unione della gioventù comunista Jugoslava. In ottobre viene arrestata con altre studentesse, inviata a Bologna e rinchiusa per un anno in un istituto di rieducazione per minorenni. Una guardiana antifascista le consente la fuga durante il bombardamento del 5 ottobre 1943. In contatto con i partigiani, rifiuta il rientro in patria e sceglie la lotta in Italia, unendosi a una formazione a Monte San Pietro, presto sciolta per delazione.
Rientrata a Bologna, compie ricognizioni e pedinamenti, quindi a gennaio 1944 entra nella 7ª Brigata Garibaldi Gap Gianni con il nome di “Lina”. Come staffetta trasporta armi, ordini e propaganda.
A giugno, ricercata, si sposta a Modena dove diventa “Vera”, staffetta del comando della 65ª Brigata Walter Tabacchi. A fine anno opera nell’ufficio collegamento del Cumer, segnalando postazioni nemiche, trasmettendo ordini e aiutando compagni e paracadutisti alleati.
Il 22 aprile 1945 è a Modena. Ha 19 anni, è riconosciuta partigiana combattente dall’8 febbraio 1944 con grado di capitano. Nel dopoguerra fa parte della presidenza Anpi Bologna e del direttivo di Anppia, Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti.