
Romeo Nadalini “Piero”
Gargallo (Carpi), 1908 – Carpi, 1980
Vicecommissario politico dall’agosto 1944 al gennaio 1945. Dal gennaio 1945 commissario politico
Romeo Nadalini è un contadino e inizia a militare nel Partito comunista nel 1927. Guida in quegli anni le lotte bracciantili prima a Carpi e Soliera, poi in Valtellina, dove si trasferisce per lavorare. Nel 1931 viene arrestato per la sua attività antifascista e condannato a quattro anni di carcere. Esce dopo poco più di un anno beneficiando di un’amnistia, salvo essere poi di nuovo arrestato e incarcerato altre due volte, fino al rilascio per precarie condizioni di salute nel 1940. Avvia allora una piccola officina di riparazioni nel Carpigiano, che diviene luogo di ritrovo degli antifascisti locali. Subito dopo l’armistizio si adopera insieme ad altri militanti locali per recuperare 73 fucili e tre mitragliatrici abbandonati nel pozzo di un convento da parte di militari sbandati: l’operazione riesce. È poi tra i principali e più attivi organizzatori dei Gap nel territorio carpigiano.
Nel giugno del 1944 ricopre l’incarico di vicecomandante delle forze della zona. Alla creazione del Distaccamento Gap Aristide, il 23 agosto 1944, “Piero” ne diventa vicecommissario. Mantiene quella posizione fino al gennaio 1945, quando viene nominato commissario della stessa formazione.
Romeo Nadalini, in Dizionario storico dell’antifascismo modenese, vol. 2 Biografie, a cura di Marika Losi et al., Milano, Unicopli 2012, pp. 258-260