Combattimento di Pieve di Trebbio


12/03/1944

Pieve di Trebbio


La mattina di domenica 12 marzo 1944, gli uomini di Patrignani avvistano una colonna di militi della Gnr mentre da Guiglia si dirigono verso Pieve di Trebbio. Un gruppo in postazione, tra cui lo stesso Patrignani, apre il fuoco contro di loro, innescando un combattimento durato alcune ore intorno al paese, fra il terrore della popolazione asserragliata nelle case. Ai partigiani costa otto morti: Bruno Belloi, Alcide Borsari, Enrico Brandoli, Ottavio Ferrari, Carlo Fiandri, Dino Lugli, Bruno Parmeggiani e il trentenne Sovente Sabbatini. L’inferiorità di numero e di armamento costringe la formazione a ritirarsi in fondo al Panaro. Nel frattempo, i reparti fascisti risalgono con gli automezzi la provinciale Guiglia-Zocca per impedire ai partigiani di proseguire. Giunto sulle colline intorno a Marano, con gli uomini stremati e demoralizzati, Patrignani decide di sciogliere la formazione, i cui componenti, inesperti e male equipaggiati, tornano subito alle loro zone di provenienza. Dopo quest’azione fortemente criticata, Patrignani scompare dalla scena modenese.

Scheda che descrive la strage di Pieve di Trebbio sul portale web Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia


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Formazioni coinvolte

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