Eccidio di Navicello
09/03/1945
Ponte di Navicello Vecchio, Nonantola
A seguito di attacchi riusciti contro reparti fascisti e tedeschi da parte dei partigiani, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 1945 vengono condotte intense operazioni di rastrellamento nella Terza zona partigiana dai militi fascisti della Brigata nera Mirko Pistoni, che portano alla cattura di diversi uomini, tradotti alle carceri di Sant’Eufemia a Modena.
Il 9 marzo 1945, per rappresaglia, dieci di questi vengono prelevati e portati presso il ponte sul Panaro a Navicello, dove vengono fucilati. Si tratta di Quinto Bozzani o Bozzali, Agostino Ferriani, Ivaldo Garuti, i fratelli Pietro e Valentino Gasparini, Renzo Grenzi,
Uber o Huber Panza, Fabio Pellacani, Eugenio Tavoni e Angelo Zambelli. Tre dei caduti appartengono alla famiglia Zambelli di Nonantola, che rappresenta il fulcro della resistenza nella Terza zona e perde ben sette componenti nella lotta partigiana. Nello specifico, nell’eccidio di Navicello muoiono Angelo Zambelli, il genero Quinto Bozzani o Bozzali e il nipote Fabio Pellacani.