La Brigata Ivan si ricongiunge dopo la Liberazione


23/04/1945

Vaciglio (Modena)


Alle 9 di mattina del 23 aprile 1945, la Brigata Ivan si ricongiunge a Vaciglio per entrare «trionfalmente in città». Il giorno precedente, i suoi battaglioni si erano divisi per coprire l’intera zona a sud-est della città. Il 1° Battaglione (dislocato a Montale) aveva rastrellato la sua zona facendo 43 prigionieri e un ingente bottino di armi e munizioni. Negli scontri con i tedeschi in fuga erano stati uccisi 16 nemici e feriti 3. Il Distaccamento di Vaciglio aveva attaccato un reparto di salmerie in ritirata e durante lo scontro aveva ucciso sei nemici e fatto tre prigionieri. Dopo lo sganciamento, si era ricollegato al III Distaccamento di Cantone dove era avvenuto un secondo scontro con altri reparti tedeschi. Questi ultimi avevano poi proseguito nella fuga lasciando 20 prigionieri e un ingente bottino. Il 2° Battaglione (dislocato tra Paganine, Portile e San Martino) era sostanzialmente isolato, presidiando una zona lungo la cui direttrice era avvenuto il ritiro delle truppe tedesche protetto da ingenti forze e armi di copertura. C’erano stati tuttavia alcuni sporadici scontri. Il 3° Battaglione (dislocato tra Collegara, San Damaso e San Donnino), anch’esso tagliato fuori dal ricongiungimento con le altre formazioni dalle truppe tedesche in ritirata, era riuscito a impedire la distruzione del ponte sulla Nizzola ed era impegnato in occasionali scontri che avevano portato alla cattura di numerosi soldati nemici. Il 4° Battaglione (dislocato tra Collegarola, Sant’Agnese e San Lazzaro) si era impegnato in azioni di rastrellamento, con alcuni scontri frontali con morti e feriti.
Da un primo bilancio di queste azioni, vengono rilevati tra le file partigiane sei morti e sette feriti.


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