Rastrellamento tedesco invernale
07/01/1945
Frassinoro
Nei primi giorni di gennaio del 1945 l’Appennino modenese e eggiano viene investito da un rastrellamento tedesco che chiude un ciclo operativo iniziato, in regione, il 4 novembre nel Piacentino. Nel Modenese e nel Reggiano il rastrellamento si concentra nei giorni dal 7 al 10 gennaio, mentre le formazioni sono in una delicata fase di riorganizzazione interna e pagano un equipaggiamento inadatto alle condizioni climatiche e spostamenti quasi impossibili. I reparti tedeschi – adeguatamente preparati e attrezzati – attaccano lungo tre direttrici diverse: una colonna parte da Pievepelago e si dirige a Pietravolta, poi verso Frassinoro e Romanoro; una seconda proveniente da Lama Mocogno occupa Palagano e poi prosegue per Montefiorino; la terza, da Serramazzoni scende a Ponte Cervaro e poi si divide in vari gruppi. Partendo quindi da tre località poste sulla via Giardini, i tedeschi si dirigono verso ovest nel Modenese; contemporaneamente, nel Reggiano, dalla Statale 63 altre colonne attaccano verso est.
La zona partigiana modenese e reggiana viene investita da due lati, mentre a sud è chiusa dal fronte e a nord dalla catena di presidi fascisti posti lungo la strada pedemontana. La superiorità numerica del nemico costringe molte formazioni a sganciarsi, anche dopo aver ingaggiato ingenti scontri in termini di vite umane. Dopo un acceso combattimento, il vicecomandante del Gruppo Pino ordina lo sganciamento in zona reggiana, unendosi poi Battaglione democratico cristiano con cui riescono a bloccare il nemico sotto il monte Penna, tra Morsiano e Novellano. La Brigata Dolo, schierata invece tra Quara e Massa di Toano, prova a mantenere le proprie posizioni per impedire ai tedeschi il passaggio del Dolo e del Secchia, ma è comunque costretta a sganciarsi verso la zona di Bebbio, Carpineti (RE). La Brigata Dragone si porta sulle posizioni di Brandola, Polinago, Pianorso, Montemolino, Boccassuolo, Frassinoro e Farneta. La Brigata Scarabelli sostiene uno scontro contro reparti tedeschi a Prignano e a San Pellegrinetto e poi presso Pavullo e Polinago.
Nel corso di quattro giorni di combattimenti i partigiani perdono 20 uomini e hanno una quarantina di feriti. Sebbene l’azione di accerchiamento tedesca fosse fallita, mette a nudo le fragilità e le difficoltà delle formazioni e dei comandi, che impiegano il periodo successivo a riorganizzarsi.
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