Uccisione di Filiberto Nannini e rappresaglia


15/08/1944

Piazza Martiri, Carpi


Il 15 agosto 1944 il colonnello della Guardia nazionale repubblicana Filiberto Nannini viene ucciso dai partigiani dei Gap mentre percorre in bicicletta il tratto tra Migliarina e Carpi. Alla notizia della sua morte, si avvia l’organizzazione della rappresaglia. Nel tardo pomeriggio di Ferragosto i militi fascisti rastrellano la città, le aree di Migliarina, Budrione, Fossoli e la vicina Rio Saliceto (RE) alla ricerca di ex antifascisti, sospettati di legami con i partigiani e loro familiari.
Catturano circa 120 persone. La mattina del 16 agosto gli ostaggi vengono trasferiti in una villa situata di fronte alla caserma dei Carabinieri di Carpi, dove i fascisti sottopongono alcuni di loro a interrogatori e torture.
In serata, mentre si svolgono i funerali del console e la città resta bloccata, un gruppo di militi porta 16 dei rastrellati nella piazza di Carpi e li fa stendere sul selciato di fronte al castello. Intorno alle 20, quando la salma di Nannini viene tumulata, ha inizio la fucilazione: i soldati sparano sulle vittime già distese a terra e lasciano i corpi nella piazza fino al giorno seguente.
I caduti sono sia civili sia partigiani. Si tratta di Arturo Aguzzoli, Augusto Artioli, Aldo Biagini, Agostino Braghiroli, Remo Brunatti, Enzo Bulgarelli, Dino Corradi, Martino Del Bue, Umberto De Pietri, Fernando Grisanti, Costantino Iotti, Walter Lusvardi, Pierino Rabitti, Fermo Rossi, Avio Storchi e Giuseppe Zanotti.

Scheda che descrive tutti gli aspetti della strage nella banca dati web “Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia”


Documenti sfogliabili

Il Console Nannini proditoriamente ucciso da sicari al soldo del nemico, “Gazzetta dell’Emilia”, 21 agosto 1944


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