Combattimento di Fossoli

Un’intera Squadra di azione patriottica, asserragliata in una casa presso Fossoli (Carpi), viene circondata da una trentina di militi fascisti. L’arrivo dei rinforzi partigiani provoca un combattimento che mette in fuga le forze fasciste.


Disarmi a militari e processi a spie - I parte

Nonostante il freddo e la forte riorganizzazione dei reparti tedeschi e fascisti, le azioni offensive della Brigata Sap Diavolo-Sergio non diminuiscono nemmeno nell’inverno 1945. Il 18 febbraio vengono disarmati tre soldati tedeschi, il 20 due militi sbandati della Guardia Nazionale Repubblicana (Gnr) di Carpi, il giorno dopo un milite fascista in licenza e il 24 un altro soldato tedesco.
Il mese di marzo si apre con la messa in fuga di forze tedesche e fasciste che alle sei di mattina avevano iniziato un attacco. I partigiani uccidono quattro uomini e lasciano diversi feriti. L’11 marzo vengono giustiziati un milite della Brigata Nera e tre spie e il giorno dopo è la volta di un milite della Gnr di Mirandola, che viene processato e giustiziato.


Azioni della Brigata Sap Diavolo-Sergio nella prima metà di febbraio 1945

Tra la fine di gennaio e la metà di marzo 1945 i partigiani della Brigata Sap Diavolo, poi Sergio, si impegnano in varie azioni contro le forze fasciste e tedesche. Il 29 gennaio viene salvato un partigiano ricoverato in ospedale e piantonato da militi fascisti; nello stesso giorno, sono uccise due spie fasciste. Diverse azioni si susseguono nei primi giorni di febbraio: il 3 sono uccisi tre soldati tedeschi, il giorno successivo, con l’aiuto di gappisti della Seconda zona, sono disarmati sei tedeschi e uno di questi viene ucciso; il 6 sono uccisi tre soldati tedeschi e viene ingaggiato uno scontro a fuoco con altri soldati tedeschi sulla Provinciale Carpi-Modena senza causare morti. Due giorni dopo viene disperso un raduno di bestiame e sono uccisi due militi fascisti, mentre il 9 sono messe in campo diverse forze per contrastare un tentativo di rastrellamento fascista a Migliarina (Carpi).


Demos Malavasi

Brigata Sap Diavolo, poi Sergio

La Brigata Sap Diavolo è una formazione partigiana nata il 19 gennaio 1945 alle dipendenze della Divisione Sap Carpi. Quando la Divisione Sap viene poi rinominata Diavolo, nel marzo 1945, anche la Brigata Sap cambia nome, e diviene la Sergio. La Brigata Sap Diavolo-Sergio, insieme alla Brigata Sap Franco e al Battaglione Sapiste comandato da Maria Beltrami “Franca”, comprende i partigiani delle Squadre di azione patriottica (Sap) dei territori della Prima zona partigiana, corrispondente all’area del Carpigiano e comprendente i comuni di Carpi, Soliera, Campogalliano e Novi di Modena, oltre ad alcune frazioni del comune di Modena: Ganaceto, Lesignana e Villanova. La Brigata è intitolata in un primo momento al partigiano Demos Malavasi “Diavolo”, comandante di Gap caduto il 1° dicembre 1944 nell’ambito della Battaglia di Cortile e insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria. Successivamente, quando il nominativo di "Diavolo" passa alla Divisione Sap, la Brigata viene intitolata a Elio Rinaldi “Sergio”, partigiano di Ganaceto (Modena) fucilato a San Matteo (Modena) il 19 gennaio 1945. La Brigata svolge la sua attività fino alla confluenza nella 15ª Brigata d’Assalto Diavolo e nel Gruppo Brigate Aristide, tra fine marzo e inizio aprile 1945.
Non si hanno notizie in merito all’ubicazione della base di comando della Brigata, ma si può supporre che questa gravitasse intorno al fervente centro partigiano di Limidi (Soliera).
L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista, ma al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche.

Archivio Storico Comunale di Carpi, Fondo Mario Bisi


Attacchi, disarmi e attentato al fascista Dante Fregni

Durante tutto il mese di febbraio 1945 la 3ª Brigata Sap Ones si impegna in attacchi, disarmi, requisizioni di documentazione, viveri, armi, munizioni e altro materiale utile alla conduzione della lotta.
In particolare, il 6 febbraio 1945 alcuni partigiani della brigata compiono un attentato presso la stazione di Bomporto contro il fascista repubblichino Dante Fregni, impegnato nella repressione antipartigiana. Fregni viene ferito, sembra gravemente, ma non muore nell’immediato, mentre la squadra partigiana riesce a fuggire indenne. Nell’attacco si distingue la responsabile femminile del 3° Battaglione della brigata, la quale compie azione di retroguardia sotto al fuoco dei mitra nemici, permettendo a se stessa e ai compagni di salvarsi. Per questo atto, la partigiana – di cui non è noto il nome – viene citata nel rapporto mensile delle operazioni compiute, inviato dal Comando della brigata al Comando della Divisione Sap Remo.


Fotografia di Ones Chiletti “Paolo”

3ª Brigata Sap Ones

La 3ª Brigata Sap Ones è una formazione partigiana nata il 17 febbraio 1945 alle dipendenze della Divisione Sap Remo. La brigata comprende i partigiani delle Squadre di azione patriottica (Sap) dei territori del comune di San Prospero, nonché delle frazioni di Solara e Sorbara del comune di Bomporto (Quinto settore Sap della Seconda zona partigiana). Il reparto è intitolato a Ones Chiletti “Paolo”, comandante partigiano di San Prospero catturato dai tedeschi durante un’azione e in seguito fucilato a Gargallo di Carpi il 29 gennaio 1945. “Paolo” viene poi insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria. La brigata prosegue la sua attività fino al 2 aprile 1945, quando confluisce nella 14ª Brigata d’Assalto Remo.
L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista, ma al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche.


Rastrellamenti e operazioni antipartigiane della Brigata nera Ghisellini - I parte

Nel mese di marzo 1945 la 2a Brigata Sap Damasco subisce continui rastrellamenti, soprattutto nel territorio di Cavezzo, ad opera di un reparto di militi fascisti appartenenti alla Brigata nera Ghisellini di Ferrara e comandati da Enrico Vezzalini, che si sono stabiliti nel paese. Il Comando partigiano, minacciato anche nella sua stessa sede, decide allora di riparare temporaneamente nella Prima zona partigiana della provincia, in attesa di tempi più tranquilli. Questa soluzione viene adottata a causa dello scarso armamento a disposizione dei partigiani e della paura della popolazione, meno disposta perciò ad accogliere in casa propria i patrioti. L’emergenza rientra verso la fine del mese di marzo e i partigiani della brigata possono fare ritorno nel loro territorio.


Recuperi di armi e dispersione di raduni di bestiame

Nei giorni 19 e 20 febbraio 1945, la 2ª Brigata Sap Damasco si impegna in diverse azioni sul territorio del comune di Cavezzo, fra cui il recupero di armi nella giornata del 19, la dispersione di un raduno di bestiame destinato alle forze armate tedesche nella giornata del 20 e il sequestro della relativa documentazione agli agenti incaricati dall’ufficio economico tedesco.


2ª Brigata Sap Damasco

La 2ª Brigata Sap Damasco è una formazione partigiana nata il 17 febbraio 1945 alle dipendenze della Divisione Sap Remo. La Brigata riunisce i partigiani delle Squadre di azione patriottica (Sap) dei territori dei comuni di Mirandola, Cavezzo, Medolla e Camposanto (Primo, Terzo e Quarto settore Sap della Seconda zona partigiana). Il reparto è intitolato al partigiano Ermes Saltini “Damasco”, morto a Cavezzo il 26 gennaio 1945 per le ferite riportate in combattimento - una tentata azione di distruzione degli elenchi dell’ufficio leva e delle imposte di consumo nell’ufficio accertamenti agricoli del municipio di Cavezzo. Nel 1962 “Damasco” viene insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.
L’azione probabilmente più importante alla quale la formazione prende parte è l’attacco partigiano al presidio della Brigata nera Attilio Pappalardo, dislocato all’epoca presso le scuole elementari di Concordia sulla Secchia, che ha luogo nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 1945. Partecipano all’azione dieci uomini della formazione, guidati dal comandante Antonio Copelli “K”.
La Brigata prosegue la sua attività fino al 2 aprile 1945, quando confluisce nella 14ª Brigata d’Assalto Remo.
L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista, ma al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche.

Franco Canova et al., Lotta di liberazione nella bassa modenese, Modena, ANPI di Modena 1975


Azioni del Distaccamento Giuseppe a inizio 1945

Nonostante le avverse condizioni sia belliche sia metereologiche, i gappisti del Distaccamento Gap Giuseppe, all’inizio del 1945 si impegnano in diverse azioni. Già il 10 gennaio quattro gappisti mettono in campo un attentato contro il maggiore delle Brigate Nere Ermanno Tosini ma sono costretti a ripiegare dopo un piccolo scontro che costa la vita a uno di loro. L’11 febbraio alcuni gappisti riescono a interrompere un rastrellamento in corso a San Donnino e quattro giorni dopo viene distrutto un carro armato tedesco.


Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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