Azioni del Distaccamento Achille nella prima metà di marzo - I parte
Nella prima metà di marzo 1945 le forze del Distaccamento Gap Achille si impegnano in varie azioni nella zona, con l’intenzione di causare ancora maggiore difficoltà alle forze tedesche presenti nell’area. Il 3 marzo, una quindicina di gappisti del distaccamento, guidati dal comandante, prelevano diverse armi leggere da un deposito tedesco presso Ravarino. Il 12 dello stesso mese la 1ª Squadra del distaccamento è responsabile di un attentato ferroviario sulla linea Modena-Mirandola nei pressi di Nonantola, provocando il deragliamento di un treno tedesco e la conseguente morte di due soldati. Tre giorni dopo, quattro gappisti del distaccamento catturano una spia fascista, mentre, il giorno seguente, un altro attentato ferroviario sulla linea Modena-Mirandola nei pressi di Bomporto preparato sempre dalla 1ª Squadra causa il deragliamento di un treno su cui viaggiano soldati tedeschi.
Recupero armi e attacco a reparto tedesco nella Terza zona
Il 17 febbraio 1945 i Gap 212, 213, 217 del Distaccamento Gap Achille, comandati dal commissario politico, recuperano una trentina di armi leggere in un deposito tedesco.
Anche grazie a questo recupero, il 21 febbraio la Squadra Volante del distaccamento si può impegnare in uno scontro con soldati tedeschi. Rimangono uccisi un maresciallo e un soldato tedesco.
Cattura di un Distaccamento tedesco a Nonantola
All’inizio del 1945 le forze del Distaccamento Gap Achille catturano un intero distaccamento tedesco che sta attraversando la zona di Nonantola per recarsi a Crevalcore (BO).
Distaccamento Gap Achille
Il Distaccamento Gap Achille è una formazione partigiana nata il 27 settembre 1944 alle dipendenze della 65ª Brigata d’Assalto Gap Walter Tabacchi per racchiudere tutti i Gruppi di azione patriottica della Terza zona partigiana, corrispondente ai comuni di Nonantola, Ravarino, Bomporto e Bastiglia. Il distaccamento prende il nome da Lauro Bertelli “Achille”, giovane partigiano ravarinese fucilato il 16 agosto 1944 a Ravarino insieme ad altri quattro ravarinesi in una rappresaglia causata dall'attentato contro una personalità fascista locale. Il distaccamento continua la sua attività anche in seguito alla riorganizzazione generale delle formazioni dell’inizio di aprile 1945. Rimane alle dipendenze della 65ª Brigata d’Assalto Walter Tabacchi, anche se ufficialmente verrà chiamato Battaglione Achille e non più Distaccamento, incorporando anche le Sap.
Il distaccamento, poi battaglione, ricopre un ruolo rilevante nei combattimenti per la liberazione della Terza zona partigiana e della città di Modena. Durante la liberazione di quest’ultima ha il compito di presidiare l’Accademia militare, quartier generale tedesco, dopo la resa nemica.
Cessa la sua attività alla smobilitazione.
Risulta necessario sottolineare che l’azione partigiana del distaccamento è costretta a un invasivo ridimensionamento da fine novembre 1944 alle prime settimane del 1945 a causa della presenza in zona di una Divisione tedesca di paracadutisti a riposo.
L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista, ma al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche.
ISMO, fondo Marcello Sighinolfi
ISMO, Interviste Casali, III zona
Impiccagione di cinque partigiani
Come rappresaglia per l’uccisione di un militare tedesco vengono impiccati sul viale antistante la piazza di Mirandola cinque partigiani, trasportati appositamente in treno dalle carceri di Sant’Eufemia a Modena: Cesare Degani, Giorgio Ruggeri “Barba”, Darfo Dallai “Costantino Nigra”, insieme ai due fratelli Remo e Aristide Ricci “Luigi”.
Le formazioni partigiane mirandolesi si erano organizzate per attaccare sulla ferrovia il convoglio che li trasportava e tentare di salvarli, ma il passaggio viene anticipato e l’azione non può essere effettuata.
Uccisione per errore di Rino Gasparini e Amerigo Storari
Il 12 febbraio 1945 vengono uccisi per un tragico errore, da un partigiano che li credeva militi fascisti, il comandante del Distaccamento Gap Bruni Rino Gasparini “Aldo” e il vicecommissario Amerigo Storari “Pippo”. Il fatto avviene nella casa che ospitava il Comando del distaccamento in un rifugio all’insaputa del partigiano, in via Margotta a San Giacomo Roncole (Mirandola).
Franco Canova et al., Lotta di liberazione nella bassa modenese, Modena, ANPI di Modena 1975
Rastrellamenti e trasferimenti in Appennino del marzo 1945 - I parte
Le forze tedesche e fasciste operano una serie di pesanti rastrellamenti nella Prima zona, causando scompiglio e spavento tra il movimento partigiano e la popolazione civile. Alla luce di questo fatto, i Comandi partigiani decidono di spostare buona parte dei propri effettivi in Appennino, al fine di evitare la loro cattura.
Eccidio di Curva Cattania
In rappresaglia alle azioni partigiane nella Prima zona, che nella seconda metà di gennaio 1945 avevano provocato 11 morti tra soldati tedeschi e militi fascisti, nella notte del 26 gennaio 1945 vengono prelevate 32 persone dal carcere di Sant’Eufemia a Modena e trasportate fino alla cosiddetta “Curva Cattania” di Quartirolo (Carpi). Là, una volta fatte scendere, vengono uccise. Le vittime sono sia civili sia partigiani. Diciassette di loro, a causa delle torture, del fango e delle condizioni atmosferiche avverse, non saranno mai riconosciuti. Questo episodio rappresenta, dopo quello della strage di Cibeno, la più grave rappresaglia avvenuta nel territorio carpigiano.
Attacchi a reparti tedeschi nella Quinta zona
Il 27 febbraio le forze Gap della Quinta zona partigiana, di concerto con le Sap, attaccano un reparto tedesco uccidendo 20 soldati e ferendone altri dieci, con l’intento di liberare alcuni ostaggi. Simultaneamente, altri gappisti assaltano un autocarro tedesco uccidendo cinque soldati e ferendone sei. Il giorno successivo gli ostaggi vengono tutti rilasciati dai tedeschi. Il luogo dell’azione non è noto, ma rientra sicuramente nella Quinta zona partigiana.
Battaglia di Fabbrico
Il pomeriggio del 26 febbraio alcuni gappisti e sappisti assaltano un autocarro con diversi militi delle Brigate Nere. A seguito di quest’azione, il giorno dopo è avviato un massiccio rastrellamento in paese, con la cattura di una ventina di civili destinati alla fucilazione. I partigiani di Rolo, Fabbrico, Reggiolo e Correggio, insieme alla 7ª squadra Gap del Distaccamento Aristide, ingaggiano un vero e proprio combattimento per evitare la rappresaglia. Lo scontro termina con la liberazione degli ostaggi e il ritiro di tutte le parti in causa.
Mario Pacor e Luciano Casali, Lotte sociali e guerriglia in pianura. La Resistenza a Carpi, Soliera, Novi, Campogalliano, Roma, Editori riuniti 1979
Archivio storico comunale di Carpi, Fondo Mario Bisi
