Attacco alla caserma della Brigata nera di Concordia e successiva rappresaglia
Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, la Brigata Nera mobile Attilio Pappalardo comandata da Franz Pagliani si era stanziata a Concordia sulla Secchia, presso l’edificio delle scuole elementari, dopo essere stata cacciata dal Bolognese perché ritenuta responsabile del clima di violenza. Nella stessa zona, era arrivata una parte della Brigata Nera Ghisellini di Ferrara comandata da Enrico Vezzalini e la 29° Panzer-Grenadierdivision. Per alleggerire questa forte pressione, nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 1945 la caserma viene attaccata da circa 200 partigiani della Seconda e della Prima zona partigiana (Area della Bassa modenese e del Carpigiano), con armamenti pesanti forniti dalla Terza (zona di Nonantola). Nonostante la linearità dell’azione comandata da Umberto Bisi “Omar”, vicecomandante della 65ª Brigata d’Assalto Walter Tabacchi, non si riesce a espugnare l’edificio, perché i militi fascisti si rifugiano nei sotterranei. Le perdite della Brigata Nera non sono note, anche se le stime più accreditate si aggirano tra i sei e i 12 caduti, oltre alla necessità di trasferirsi in altri locali più protetti. Le forze partigiane registrano solamente qualche ferito lieve. Il 25 febbraio, per rappresaglia, i militi della Pappalardo fucilano davanti al cimitero di Concordia i partigiani Migliorino Frati “Franco” e Realino Silvestri “Turiddu”, insieme al civile Duilio Borellini e incendiano alcune case.
Franco Canova et al., Lotta di liberazione nella bassa modenese, Modena, ANPI Modena 1975
Combattimento di Budrione
Il 12 febbraio 1945 ha luogo il combattimento di Budrione di Carpi, ingaggiato contro truppe tedesche dal Battaglione Leo della Brigata Sap Diavolo e dalla 7ª Squadra Gap del Distaccamento Aristide a seguito di rastrellamenti e prelevamenti operati dai nazifascisti nei confronti della popolazione. Lo scontro dura tutta la giornata e porta cinque morti e nove feriti da parte tedesca, mentre tra le file partigiane muore Angelo Cavalletti “Nello”, comandante del Gap 93, e viene ferito un sappista. Si segnala che altre fonti collocano l’azione il 16 febbraio.
Mario Pacor e Luciano Casali, Lotte sociali e guerriglia in pianura. La Resistenza a Carpi, Soliera, Novi, Campogalliano, Roma, Editori riuniti 1979
Archivio storico comunale di Carpi, Fondo Mario Bisi
Cattura e distruzione di un carro armato tedesco
Il 1° gennaio 1945 alcuni gappisti del Distaccamento Gap Giuseppe partecipano alla cattura, a Modena, di un carro armato tedesco T-38 mettendo fuori gioco l’equipaggio e consegnandolo poi a elementi delle Sap locali, che realizzano un’azione dimostrativa, prima di essere distrutto. Dalla periferia a sud-est della città, raggiungono il centro storico con il mezzo militare servendosi di due soldati tedeschi per guidarlo e percorrendo quasi indisturbati una decina di chilometri. Qui, in serata, aprono il fuoco contro il palazzo sede della Federazione fascista, in cui è in corso una festa da ballo, e contro l’Accademia militare. Si spostano poi nella periferia a sud-ovest della città, dove fanno saltare il carro armato ed eliminano i due membri dell’equipaggio.
Distaccamento Gap Giuseppe
Il Distaccamento Gap Giuseppe è una formazione partigiana alle dipendenze della 65ª Brigata d’Assalto Garibaldi Gap Walter Tabacchi, nata il 14 settembre 1944, per riunire tutti i Gruppi di azione patriottica (Gap) della Settima zona partigiana, corrispondente alla città di Modena, escluse le frazioni di Ganaceto, Lesignana e Villanova. Il distaccamento prende il nome da Mauro Capitani “Giuseppe”, giovane partigiano attivo nell’organizzazione della Resistenza fin dall’ottobre 1943 e poi comandante del Gap n. 3 della città di Modena. “Giuseppe” perde la vita in combattimento a Modena, il 16 luglio 1944, e viene successivamente insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla Memoria. Il distaccamento opera in una situazione non facile poiché nel centro di Modena sono stanziati anche i principali comandi fascisti e nazisti, il rischio di essere individuati è molto più facile per i partigiani di città. Le stesse basi di comando si trovano nel centro storico di Modena, spesso molto vicine ai luoghi del potere. Si tratta spesso di locali e appartamenti messi a disposizione da famiglie antifasciste: per esempio la bottega da calzolaio di Reclus Monari “Benedetto”, in via Selmi, e il negozio di biciclette di Novello Bevini, in via Berengario.
Il distaccamento continua la sua attività anche in seguito alla riorganizzazione generale delle formazioni dell’inizio di aprile 1945, rimanendo comunque alle dipendenze della 65ª Brigata d’Assalto Walter Tabacchi. Cessa la sua attività alla smobilitazione.
L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista, ma al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche.
Battaglia di Gonzaga
La sera del 19 dicembre 1944 più di 250 partigiani di Gap e Sap reggiani, modenesi e mantovani si dirigono verso il paese di Gonzaga, nel mantovano, con l’intento di attaccare la caserma della Guardia Nazionale Repubblicana, la caserma del Distaccamento della Brigata Nera mantovana e una scuola adibita a campo di transito per prigionieri di guerra. L’operazione, pianificata su iniziativa di Archimede Benevelli “Nansen”, è però soggetta a confusione e cambiamenti di programma che compromettono la piena riuscita della stessa. Nell’attacco i partigiani uccidono una ventina di soldati tra tedeschi e fascisti, ma lasciano sul campo Alcide Garagnani “Scarpone”, comandante del Gap 43 del Distaccamento Aristide, e un partigiano di nazionalità sovietica. L’azione, benché andata a segno almeno parzialmente, viene criticata da parte del Comando della 65ª Brigata Walter Tabacchi per la mancanza di coordinamento dimostrata.
Mario Pacor e Luciano Casali, Lotte sociali e guerriglia in pianura. La Resistenza a Carpi, Soliera, Novi, Campogalliano, Roma, Editori riuniti 1979
Archivio storico comunale di Carpi, Fondo Mario Bisi
Distaccamento Gap Aristide
Il Distaccamento Gap Aristide è una formazione partigiana nata il 23 agosto 1944 alle dipendenze della 65ª Brigata d’Assalto Gap Walter Tabacchi per racchiudere tutti i Gruppi di azione patriottica della Prima zona partigiana, corrispondente all’area del Carpigiano e comprendente i comuni di Carpi, Soliera, Campogalliano e Novi di Modena, oltre ad alcune frazioni del comune di Modena: Ganaceto, Lesignana e Villanova. Il Distaccamento prende il nome da Geminiano Bisi “Aristide”, figura di spicco tra gli organizzatori del movimento resistenziale nel comune di Novi di Modena. Bisi viene ucciso il 30 luglio 1944 a Modena in Piazza Grande insieme ad altre 19 persone prelevate dalle carceri di Sant’Eufemia, atto di rappresaglia in risposta a un precedente attentato contro truppe tedesche. “Aristide” è stato poi insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria. Il reparto a lui intitolato continua la sua attività fino alla creazione della 15ª Brigata d’Assalto Diavolo e del Gruppo Brigate Aristide, tra fine marzo e inizio aprile 1945.
Le basi di comando del distaccamento si concentrano nel paese di Limidi (Soliera). In quella località, nel tempo, varie case ricoprono le funzioni basi e sostegno per il Comando, a seconda delle circostanze e delle necessità. Alcune tra le più importanti sono casa Camellini, casa “Simpson”, le case dei partigiani Bruno Verzelloni “Aldo” e Tullio Lugli “Walter”.
Il 5 gennaio 1945 il distaccamento viene citato all’Ordine del giorno dal Comando unico militare dell’Emilia-Romagna come reparto modello a tutte le altre formazioni: si tratta infatti, senza dubbio, del distaccamento Gap più attivo della provincia.
L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista ma al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche.
Archivio storico comunale di Carpi, Fondo Mario Bisi
Mario Pacor e Luciano Casali, Lotte sociali e guerriglia in pianura. La Resistenza a Carpi, Soliera, Novi, Campogalliano, Roma, Editori riuniti 1979
1ª Brigata Sap Carlo
La 1ª Brigata Sap Carlo è una formazione partigiana nata il 17 febbraio 1945 alle dipendenze della Divisione Sap Remo. La Brigata racchiude i partigiani delle Squadre di azione patriottica (Sap) dei territori dei comuni di Concordia sulla Secchia e San Possidonio (Secondo settore Sap della Seconda zona partigiana). Il reparto è intitolato a Venizelos Bulgarelli “Carlo”, comandante del Gap n. 5 del Distaccamento Bruni della 65ª Brigata Walter Tabacchi, fucilato insieme ad altri quattro partigiani il 28 novembre 1944 a San Giovanni Battista (Concordia sulla Secchia).
L’azione probabilmente più importante alla quale il gruppo prende parte è l’attacco partigiano al presidio della Brigata nera Attilio Pappalardo, dislocato all’epoca presso le scuole elementari di Concordia sulla Secchia, che ha luogo nella notte tra il 23 e il 24 febbraio 1945.
La Brigata Sap Carlo prosegue la sua attività fino al 2 aprile 1945, quando confluisce nella 14ª Brigata d’Assalto Remo.
L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista, ma al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche
Manifestazioni dei Gruppi di difesa della donna
A Concordia sulla Secchia, nell’ambito di una distribuzione di minestra ai poveri da parte del comune presso il cortile delle scuole elementari, si tiene un’importante protesta femminile contro la guerra e il fascismo e per una più equa distribuzione degli alimenti, organizzata dai Gruppi di difesa della donna e dai Gap, che forniscono difesa armata in caso di bisogno. La manifestazione, guidata tra le altre dalle partigiane Gina Borellini “Kira” e Carlotta Buganza “Gianna”, si sposta di fronte al municipio, presso il quale viene interpellato il commissario prefettizio, che promette di impegnarsi per una maggiore distribuzione alimentare. Dal balcone del palazzo comunale Tommaso Caverni “Giuseppe” tiene il primo discorso pubblico antifascista e contrario alla guerra, davanti a una piazza piena di persone. Il giorno successivo la manifestazione viene ripetuta a Camposanto.
Franco Canova et al., Lotta di liberazione nella bassa modenese, Modena, ANPI di Modena 1975
65ª Brigata d'Assalto Garibaldi Gap Walter Tabacchi
Raggiunto un considerevole numero di combattenti, il 2 agosto 1944, il Distaccamento Gap Walter Tabacchi diventa una vera e propria brigata con il nome di 65ª Brigata Gap Walter Tabacchi, come decretato dal Cumer. La Brigata, appartenente alle Brigate Garibaldi legate al Partito comunista, comprende tutti i Gruppi di azione patriottica (Gap) della pianura modenese, suddivisa in sette zone partigiane per una migliore organizzazione, in cui operano i distaccamenti afferenti alla Tabacchi. L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista, al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche.
La brigata rappresenta un caso del tutto particolare di gappismo, ben diverso dai piccoli gruppi strettamente clandestini che si formano delle grandi città industriali del centro-nord Italia: i Gap della Tabacchi spesso di trovano a operare a fianco della popolazione civile, principalmente contadina, assumendo caratteri di lotta autoctona. Oltre a sabotaggi e attentati, i partigiani si fanno anche carico della difesa dei diritti della popolazione attraverso la lotta per ritardare la trebbiatura del grano, per contrastare gli ammassi di bestiame e la persecuzione di alcuni atti di delinquenza. Si crea così uno stretto rapporto di sostegno e reciproca collaborazione con le famiglie del territorio, che mettono a disposizione generi di prima necessità come case, stalle e rifugi, permettendo la sopravvivenza delle formazioni nel difficile contesto della città di Modena e delle campagne del resto della provincia, privo di ripari e zone protette su cui ripiegare dopo le azioni. Le basi di comando si trovano anche nel centro storico di Modena. Si tratta spesso di locali o appartamenti messi a disposizione da famiglie antifasciste, per esempio la bottega da calzolaio di Reclus Monari “Benedetto”, in via Selmi, e il negozio di biciclette di Novello Bevini, in via Berengario.
Nonostante queste difficoltà, il movimento resistenziale della pianura modenese riesce ad affrontare spesso direttamente i reparti tedeschi e fascisti anche in veri e propri scontri in campo aperto, conseguendo diversi successi come avviene a Rovereto sulla Secchia (Novi di Modena) e a Cortile (Carpi).
La brigata prosegue la sua attività, anche in seguito alla riorganizzazione generale delle formazioni dell’inizio di aprile 1945 quando passa sotto la Divisione Modena II (Modena Pianura). In quel contesto la Brigata riduce la sua area di pertinenza al territorio più vicino alla città di Modena, e non più all’intero territorio di pianura. Finisce inoltre per includere formalmente al suo interno non solo i Gap, ma tutte le forze partigiane afferenti a quest’area (principalmente le Sap), cambiando nome in 65ª Brigata d’Assalto Walter Tabacchi.
Cessa la sua azione alla smobilitazione.
Chiara Lusuardi, Gappisti di pianura. La 65a Brigata GAP Walter Tabacchi a Modena 1944-1945, Milano-Udine, Mimesis 2016
Italo Scalambra, La scelta da fare. Dalla clandestinità alla Resistenza nel Modenese, a cura di Italo Marighelli, Roma, Editori riuniti 1983
ISMO, Fondo Marcello Sighinolfi
Distaccamento Gap Bruni
Il Distaccamento Gap Bruni è una formazione partigiana nata a fine settembre 1944 alle dipendenze della 65ª Brigata d’Assalto Garibaldi Gap Walter Tabacchi per racchiudere tutti i Gruppi di azione patriottica della Seconda zona partigiana, corrispondente all’attuale Area nord della provincia di Modena e comprendente i comuni di Concordia sulla Secchia, San Possidonio, Mirandola, Cavezzo, Medolla, San Prospero, Camposanto, San Felice sul Panaro e Finale Emilia. Il distaccamento - uno dei più attivi nella pianura modenese - prende il nome da Remo Brunatti “Bruni”, figura di spicco tra gli organizzatori della Resistenza mirandolese, ucciso il 16 agosto 1944 nella piazza di Carpi per rappresaglia. Il reparto continua la sua attività fino alla creazione della 14ª Brigata d’Assalto Remo, all’inizio di aprile del 1945. Rappresenta la principale e più importante unità partigiana operante nella zona della Bassa modenese.
L’orientamento politico ufficiale della formazione è quello comunista, ma al suo interno militano probabilmente anche componenti di diverse idee politiche.
Franco Canova et al., Lotta di liberazione nella bassa modenese, Modena, ANPI di Modena 1975






