Banda Rossi / Distaccamento Ugo Stanzione

A Sassuolo dopo l’8 settembre alcuni antifascisti, tra cui Ottavio Tassi, Gino Schianchi e Antonio Bertolini, organizzano un piccolo gruppo per la diffusione di volantini e attività di sabotaggio, in cui coinvolgono anche Giuseppe Barbolini, militare rientrato nel modenese dopo l’armistizio.
Sembra sia Tassi a maturare l’idea di infiltrare dei sassolesi nella Gnr di Formigine per spiare i fascisti e recuperare armi. A novembre, una parte degli “infiltrati” diserta portandosi sull’Appennino. Nella prima organizzazione dei gruppi partigiani sono coinvolti, tra gli altri, il militare meridionale Ugo Stanzione, Barbolini e la sorella di quest’ultimo, Norma, oltre a Giovanni Rossi, il comandante della nascente formazione (da cui il gruppo prende inizialmente il nome).
Il gruppo Rossi, quindi, si stabilisce presso Casa Roncaglia, per portarsi poi verso Monte Santa Giulia (località le Macchie) e operare nella zona di Monchio e Costrignano. Qui si occupa prevalentemente di monitorare i fascisti locali e compiere requisizioni ai loro danni per poter mantenere gli uomini e distribuire beni alimentari alle comunità montane. È proprio a causa di queste azioni che si verificano le reazioni fasciste, con piccoli rastrellamenti in dicembre, nelle zone di Costrignano e Montefiorino.
In seguito, il gruppo di Rossi si mette in luce per l’attacco alla Gnr di Pavullo (6-7 gennaio) che frutta soldi e armi pesanti. Dopo l’operazione, si sposta nella zona di Rovolo e poi passa nel Reggiano.
Durante la sosta sotto il monte Cusna, in uno scontro interno al gruppo, Stanzione rimane ucciso da Alberto Fini, un criminale locale che era stato preso come guida. Il gruppo assume quindi il nome di Distaccamento Ugo Stanzione.
A Cervarolo si aggregano alcuni reggiani (come Montermini e Niccioli) e giunge in visita Tassi. Poi i partigiani tornano nel Modenese e si stabiliscono a Monterotondo, dove ricevono nuove reclute da Sassuolo (tra cui Efrem Fontana e Tullio Tincani).
Effettuano alcuni colpi, tra i quali l’occupazione di Frassinoro il 20 febbraio.
Nelle settimane successive Rossi si oppone fermamente all’imposizione di un commissario politico comunista, tentando di difendere l’autonomia della formazione; ma, dopo alterne vicende, viene ucciso nel sonno da Zuilio Rossi. Dopo questa fase critica, il gruppo “Stanzione” (da quel momento al comando di Barbolini) rientra nel Modenese e inizia un nuovo ciclo operativo che vede l’occupazione di Piandelagotti e Frassinoro.
L’organizzazione dell’unità risente dell’identità autonoma voluta da Rossi e rivendicata da Barbolini, tanto che inizialmente non viene nominato un commissario. Ma a inizio marzo entra nella formazione Didimo Ferrari “Eros” rappresentante della federazione comunista di Reggio Emilia, che ne diventa, di fatto, commissario politico.
Dopo l’attacco di Cerrè Sologno e il ferimento di Barbolini (15 marzo) il gruppo si sposta verso il Reggiano, ripiegando nella zona di Cervarolo, dove si scioglie il 19 marzo. Una parte degli effettivi torna nel Modenese. Un’altra resta nel Reggiano in attesa della guarigione di Barbolini. In questa fase il comando viene assunto dalla sorella Norma.
Il gruppo viene assorbito dalla Brigata Ciro Menotti in aprile, mantenendo però una certa autonomia, sia per la personalità di Barbolini sia per la peculiare collocazione reggiana.
Si tratta di una brigata molto mobile, che si sposta più volte tra il Modenese e il Reggiano. Il comando passerà da Macchie di Monchio, per Rovolo, Civago, Cervarolo, Valleorsara, Monterotondo, Gazzano, Tapignola, Cerrè Sologno, Monteorsaro, Cervarolo e Casa Roncaglia (Monte Santa Giulia).

Francesco Genitoni, Soldati per conto nostro. La Resistenza a Sassuolo e nella valle del Secchia, Milano, Vangelista 1989
Ilva Vaccari, Tincani e Martelli, in “Rassegna annuale dell’Istituto storico della Resistenza di Modena e provincia”, n. 2, 1961, pp. 71-80


Componenti principali

Ugo Stanzione

Ugo Stanzione

Partigiano

Ottavio Tassi “Zero Zero”

Ottavio Tassi “Zero Zero”

Promotore

Giuseppe Barbolini “Peppino”

Giuseppe Barbolini “Peppino”

Giovanni Rossi “Cagnone” / “Giovannone”

Giovanni Rossi “Cagnone” / “Giovannone”

Comandante

Norma Barbolini “Milena”

Norma Barbolini “Milena”

Comandante

Primo Borghi “Rino”

Primo Borghi “Rino”

Comandante

Antonio Camellini

Antonio Camellini

Vicecomandante

Base di comando

Fase 1 (8 settembre - 31 dicembre 1943)
Fase 2 (1° gennaio - 31 marzo 1944)
Monte Santa Giulia

Data di costituzione

Novembre 1943

Data di fine

Marzo 1944

Afferenza politica

Comunista

Numero di componenti

20 circa nel dicembre 1943
60 circa nel febbraio 1944
70 circa nel marzo 1944
30 circa nell’aprile 1944


Azioni compiute

30/11/1943

Incontro alle Macchie di Monchio

Macchie di Monchio

26/12/1943

Incendio della Casa del Fascio di Varana

Varana (Monfestino di Serramazzoni)

06/01/1944

La “beffa di Pavullo”

Pavullo

05/02/1944

Uccisione di Ugo Stanzione

Civago (Villa Minozzo, RE)

17/02/1944

Svuotamento dell’ammasso di Morsiano

Morsiano (Villa Minozzo, RE)

20/02/1944

Occupazione di Frassinoro

Frassinoro

28/02/1944

Uccisione di Giovanni Rossi

Monterotondo

06/03/1944

Resa dei carabinieri di Prignano

Prignano


Azioni subite

08/03/1944

Scontro di Monterotondo

Monterotondo

15/03/1944

Attacco di Cerrè Sologno

Cerrè Sologno


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