Brigata Gramsci

Dopo il passaggio di “Armando” (Mario Ricci) della linea del fronte, con l’avvento di ottobre 1944, il Cumer e il Comando della Divisione Modena si preoccupano di riorganizzare i gruppi sbandati che si trovano ancora nella valle del Panaro, con lo scopo di evitare che attraversino il fronte autonomamente e di ricostituire un Corpo di spedizione per la discesa verso Bologna.
A metà ottobre le forze destinate a far parte del corpo di spedizione per Bologna attraversano la via Giardini per portarsi nella valle del Panaro. Su direttiva del Cumer, il 19 del mese circa 700 uomini sono inquadrati nel gruppo Brigate Est Giardini, agli ordini di Renato Giorgi “Angelo”, affiancato dal commissario politico Torquato Bignami “Guido”. Il gruppo è composto da due brigate: la Gramsci e la Roveda. La Brigata Gramsci riunisce, al comando di Otello Cavalieri “Fulmine”, gli uomini provenienti dal Battaglione d’assalto Fulmine (integrati in questa fase anche con il Battaglione Russo) e quelli della formazione del “Toscano”, Adolfo Bambini, nonché altri piccoli reparti.
Sul finire di ottobre l’offensiva alleata va perdendo vigore e la liberazione di Bologna appare sempre meno imminente. Di conseguenza, il gruppo Brigate Est, attestato nell’area pedemontana tra Modena e Bologna in attesa dell’ordine di avanzata, negli ultimi giorni del mese deve retrocedere nei dintorni di Benedello, in una zona collinare della valle del Panaro, ritenuta abbastanza defilata e relativamente sicura. Da qui piccole pattuglie agiscono contro il traffico nemico sulle principali vie di comunicazione. “Angelo” organizza un servizio di informazioni nella zona di Torre Maina e a Pavullo e cerca di entrare in contatto con i Cln di Castelvetro, Vignola e Bazzano (BO) per concordare insurrezioni locali quando i partigiani avessero occupato queste località.
Intanto la situazione per le due brigate si fa sempre più difficile a causa della stagione inclemente, della forte presenza di tedeschi nel territorio e della lenta avanzata alleata.
Nel frattempo, “Angelo” decide di spostare le due brigate da Benedello alla zona di Montespecchio, Montese, per rendere più semplice l’invio di rifornimenti. Ma l’ordine non è subito accolto dai due comandanti.
Il 5 novembre i tedeschi muovono all’assalto di Benedello, con un’ampia manovra a tenaglia. La battaglia coinvolge la Brigata Gramsci e due battaglioni della Brigata Roveda. Alla fine dei combattimenti si contano 32 morti tra i partigiani e 167 uomini del posto rastrellati. A Montespecchio, dopo aver atteso invano un lancio alleato, considerata la difficile situazione, aggravata dall’annuncio che le truppe alleate avevano interrotto l’avanzata e invitato i partigiani a sciogliersi in attesa della primavera, inizia a serpeggiare il desiderio di passare le linee. Il Comando delle Brigate Est Giardini delibera il 10 novembre di attraversare il fronte. I partigiani risalgono l’Appennino e confluiscono nei reparti di Armando a Lizzano in Belvedere (BO).

Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Modena, Fondo brigate partigiane, B. 2, Fasc. 7, Il CUMER alla Comando della divisione Modena, 19 ottobre 1944.
Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Modena, Fondo brigate partigiane, B. 4, Fasc. 10, Davide e Angelo al CUMER, 11 ottobre 1944.
Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Modena, Fondo brigate partigiane, B. 4, Fasc. 10, Angelo a Davide e Barbolini, 23 ottobre 1944.
Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Modena, Fondo brigate partigiane, B. 4, Fasc. 10, Angelo a Davide, 27 ottobre 1944.
Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea in provincia di Modena, Fondo brigate partigiane, B. 4, Fasc. 10, Angelo a Toetti, Davide e Barbolini, 1° novembre 1944.
L. Vaccari, Dalla parte della libertà. I caduti modenesi nel periodo della Resistenza entro e fuori i confini della provincia. Forestieri e stranieri caduti in territorio modenese, Modena, Coop Estense, 1999, pp. 584-5.
C. Andreotti, A. Pini (a cura di), La guerra tra noi. Diario della Seconda guerra mondiale di don Arturo Rabetti e lettere di soldati dal fronte, Pavullo, Adelmo Iaccheri Editori, 2018, sub die 18-23 novembre.
L. Bergonzini, La lotta armata, vol. I, in Marini L., Masulli I. (a cura di), L’Emilia-Romagna nella guerra di liberazione, Deputazione Emilia-Romagna per la storia della Resistenza e della guerra di Liberazione, Bari, De Donato Editore, 1976, p. 236.


Componenti principali

Otello Cavalieri “Fulmine”

Otello Cavalieri “Fulmine”

Comandante

Torquato Bignami “Guido”

Torquato Bignami “Guido”

Commissario politico

Antonio Ferrari “Tonino”

Antonio Ferrari “Tonino”

Eponimo

Base di comando

Fase 6 (1° ottobre - 11 dicembre 1944)
Benedello

Data di costituzione

19 ottobre 1944

Data di fine

10 novembre 1944

Afferenza politica

Comunista

Numero di componenti

300


Sviluppo e gerarchia

Battaglione d’assalto Fulmine
Battaglione di Adolfo Bambini

Divisione “Modena Armando”

Gruppo Brigate Est Giardini

Battaglione Fulmine
Battaglione Adolfo Bambini
Distaccamento ex Minghin


Azioni compiute


Azioni subite

04/11/1944

Combattimento di Benedello

Benedello


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