Brigata Italia Montagna
Nell’incontro di inizio dicembre 1944 a Gova (Villa Minozzo, RE) prevale la posizione democristiana e nella ricostituzione della Divisione Modena Montagna i principali incarichi di comando sono attribuiti ai cattolici. Segue però un periodo di progressivo logoramento dei rapporti, che conosce una fase acuta intorno a inizio marzo, concludendosi l’8 marzo con la costituzione di un nuovo comando, nel quale la presenza dei democristiani è «poco più che simbolica».
A seguito di ciò, il 7 marzo 1945 viene costituita la Brigata Italia, il cui comando è affidato a Luigi Paganelli “Lino”, che inserisce nei posti chiave uomini di fiducia che già in precedenza avevano militato con lui. Il progetto costitutivo si concretizza nell’Ordine del giorno N. 1 della stessa data, che recita: «Noi abbiamo costituito il Gruppo Brigate partigiane Italia, non per raccogliere gli aderenti ad un particolare movimento politico, ma in base al nostro principio di portare alla lotta e organizzare il maggior numero possibile di uomini seri ed onesti. Di serietà e di onestà; oltre che di capacità e di coraggio, noi crediamo che ci sia bisogno più di ogni altra cosa, oggi in montagna».
Nella nuova formazione confluiscono il Battaglione Democratico Cristiano, comandato da Alfredo Cavazzuti “Alfredo” e il Battaglione Sacchetti, comandato da Alpino Righi “Pino”, anche se ben presto l’intera struttura viene articolata in sei battaglioni, a loro volta suddivisi in distaccamenti. Il Comando ha sede a Frassinoro, ma un’altra importante base operativa si trova a Gusciola di Montefiorino (centro di deposito e smistamento della Brigata e sede dell’organizzazione Dc, con piccola tipografia e sezione radio).
Il progetto iniziale è di attrarre e inquadrare nel proprio organico anche gli azionisti, in particolare gli uomini di Mario Allegretti e Leo Dignatici, ma tale ipotesi non si concretizza, come riconosce lo stesso Gorrieri, che pure sottolinea la diffusione geografica della brigata: «Essa si sviluppò ugualmente, perché accanto ai due battaglioni originari se ne formarono rapidamente altri quattro, composti in prevalenza di montanari, rispettivamente nelle Valli del Dragone, del Rossenna, del Panaro e della zona pedemontana. La Brigata assunse così un carattere particolare, essendo presente, con un proprio battaglione, in tutte le principali zone del territorio partigiano».
Centro Francesco Luigi Ferrari di Modena, Archivio “Brigate Italia” ISMO, fondo Ermanno Gorrieri
Paolo Trionfini (a cura di), (Quasi) un’autobiografia. L’ultima intervista di Ermanno Gorrieri, Modena, Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari 2007
Componenti principali
Base di comando
Fase 8 (8 marzo - 4 aprile 1945)
Fase 9 (5 aprile - 8 maggio 1945)
Frassinoro
Data di costituzione
7 aprile 1945
Data di fine
2 maggio 1945
Afferenza politica
Cattolica
Numero di componenti
328 effettivi al 14 marzo, poi divenuti 491 al 2 aprile che raggiungono quota 589 al termine del conflitto
Sviluppo e gerarchia
Battaglione Sacchetti
Nessuna
Sei battaglioni :
- 1° Battaglione Mobile comandato da “Alfredo”, suddiviso in tre distaccamenti per un numero di effettivi pari a 60 al 14 marzo 1945, che raggiungono i 90 il 2 aprile e 93 al 3 maggio
- 2° Battaglione Modino comandato da “Pino”, suddiviso in quattro distaccamenti per un numero di effettivi pari a 86 al 14 marzo 1945, che raggiungono i 110 il 2 aprile e i 130 il 3 maggio
- 3° Battaglione 2° Modino comandato da Giovanni Franceschini “Sparafucile”, per un numero di effettivi pari a 52 al 14 marzo 1945, che raggiungono i 100 il 2 aprile e i 119 il 3 maggio
- 4° Battaglione Polinago comandato da Antonio Corni “Tonino” per un numero di effettivi pari a 69 al 14 marzo 1945, che raggiungono i 70 il 2 aprile e i 95 il 3 maggio, divisi in quattro distaccamenti (Risardo, Federico, Brandola, Frignano)
- 5° Battaglione Pedemontano comandato da Irmo Messori “Arturo” per un numero di effettivi pari a 25 al 14 marzo 1945, che raggiungono i 45 il 2 aprile e i 70 il 3 maggio suddivisi in tre distaccamenti
- 6° Battaglione Est Giardini comandato da Giovanni Negrelli “Stefano” per un numero di effettivi pari a 33 al 14 marzo 1945, che raggiungono i 68 il 2 aprile e i 72 il 3 maggio

