Brigata Roveda

Nell’ambito della riorganizzazione delle forze partigiane, avvenuta dopo la fine dell’esperienza di Montefiorino, nell’ultima settimana di agosto 1944, l’ex II Divisione del Corpo d’Armata Centro Emilia, ancora al comando di Iris Malagoli “Mario il modenese”, seppur a ranghi molto ridotti, si riorganizza col nome di Brigata Roveda. Il gruppo si disloca in un primo momento a ovest della via Giardini, con centro a San Martino, nei pressi di Polinago.
Dopo il passaggio di “Armando” (Mario Ricci) della linea del fronte, con l’avvento di ottobre, il Cumer e il Comando della Divisione Modena si preoccupano di riorganizzare i gruppi sbandati che si trovano ancora nella valle del Panaro, con lo scopo di evitare che attraversino il fronte autonomamente e di ricostituire un Corpo di spedizione per la discesa verso Bologna.
A metà ottobre le forze destinate a far parte del corpo di spedizione per Bologna attraversano la via Giardini per portarsi nella valle del Panaro. Su direttiva del Cumer il 19 del mese circa 700 uomini sono inquadrati nel gruppo Brigate Est Giardini, agli ordini di Renato Giorgi “Angelo”, affiancato dal commissario politico Torquato Bignami “Guido”. Il gruppo è composto da due brigate: la Gramsci e la Roveda, quest’ultima ancora al comando di “Mario da Modena”.
Sul finire di ottobre l’offensiva alleata va perdendo vigore e la liberazione di Bologna appare sempre meno imminente. Di conseguenza, il Gruppo Brigate Est, attestato nell’area pedemontana tra Modena e Bologna in attesa dell’ordine di avanzata, negli ultimi giorni del mese deve retrocedere nei dintorni di Benedello, in una zona collinare della valle del Panaro, ritenuta abbastanza defilata e relativamente sicura.
Da qui piccole pattuglie agiscono contro il traffico nemico sulle principali vie di comunicazione. “Angelo” organizza un servizio di informazioni nella zona di Torre Maina e a Pavullo e cerca di entrare in contatto con i Cln di Castelvetro, Vignola e Bazzano (BO) per concordare insurrezioni locali quando i partigiani avessero occupato queste località.
Intanto la situazione per le due brigate si fa sempre più difficile a causa della stagione inclemente, della forte presenza di tedeschi nel territorio e della lenta avanzata alleata. Per tali ragioni la Brigata Roveda rimane nella zona di Montespecchio presso Montese, dove subisce un attacco tedesco. Il logoramento fisico e psicologico cui vengono sottoposti gli uomini della Roveda spinge un centinaio di essi a disertare e passare il fronte; altri elementi locali rifiutano di seguire “Mario” verso est.
Nel frattempo, “Angelo” stabilisce di spostare le due brigate da Benedello alla zona di Montespecchio, per rendere più semplice l’invio di rifornimenti, ma l’ordine non è subito accolto dai due comandanti.
Il 5 novembre i tedeschi muovono all’assalto di Benedello, con un’ampia manovra a tenaglia, la battaglia coinvolge la Brigata Gramsci e due battaglioni della Brigata Roveda. Alla fine dei combattimenti si contano 32 morti tra i partigiani e 167 uomini del posto rastrellati. A Montespecchio, dopo aver atteso invano un lancio alleato, considerata la difficile situazione, aggravata dall’annuncio che le truppe alleate avevano interrotto l’avanzata e invitato i partigiani a sciogliersi in attesa della primavera, inizia a serpeggiare il desiderio di passare le linee. Il Comando delle Brigate Est Giardini delibera il 10 novembre di attraversare il fronte. I partigiani risalgono l’Appennino e confluiscono nei reparti di Armando a Lizzano in Belvedere.

Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà. I caduti modenesi nel periodo della Resistenza entro e fuori i confini della provincia. Forestieri e stranieri caduti in territorio modenese, Modena, Coop Estense 1999, pp. 584-585
Cristina Andreotti, Andrea Pini (a cura di), La guerra tra noi. Diario della Seconda guerra mondiale di don Arturo Rabetti e lettere di soldati dal fronte, Pavullo, Adelmo Iaccheri Editori 2018, sub die 18-23 novembre
Luigi Bergonzini, La lotta armata, vol. I, in L’Emilia-Romagna nella guerra di liberazione, Deputazione Emilia-Romagna per la storia della Resistenza e della guerra di Liberazione, Bari, De Donato Editore 1976, p. 236


Componenti principali

Tullio Tincani “Tullio”

Tullio Tincani “Tullio”

Partigiano

Iris Malagoli “Mario da Modena”

Iris Malagoli “Mario da Modena”

Comandante

Base di comando

Fase 6 (1° ottobre - 11 dicembre 1944)
A settembre: Monte San Martino. A ottobre: Benedello

Data di costituzione

Settembre 1944

Data di fine

11 novembre 1944

Afferenza politica

Comunista

Numero di componenti

350


Sviluppo e gerarchia

II Divisione del Corpo d’Armata Centro Emilia

Divisione Modena Armando

Gruppo Brigate Est Giardini

Battaglione Primo, Battaglione Sergio, Battaglione Sisinio, Battaglione Tito


Azioni compiute


Azioni subite

21/10/1944

Accerchiamento tedesco a Bertocchi

Bertocchi di Montese


Galleria


Documenti sfogliabili


Multimedia

Intervista a Bartolini Federico (II) (estratto), ISMO, Archivio Romolo Ferrari, Raccolta delle testimonianze dei partigiani, b. 5, unità 13

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