Brigata Stop
La brigata Stop viene formata a inizio aprile 1945 dopo l’attacco tedesco a Torre Maina e prende il nome dal comandante della Brigata Mario Speranza, Chiaffredo Cassiani “Stop”, caduto in combattimento. Gli elementi che confluiscono nella Stop hanno operato nella zona a ovest della via Giardini, inquadrati nella Speranza e, prima ancora, nella Sap della VI Zona.
Ormai a ridosso della Liberazione, la Stop (al comando di “Gianni”) organizza delle pattuglie volanti e distaccamenti di difesa, specialmente nella zona comprendente Serramazzoni, Montardone, Montagnana, San Venanzio, Maranello, Spezzano, Nirano, Fiorano, Sassuolo e San Michele.
L’unità guida attacchi lungo la via Giardini, disturbando il traffico nemico e venendo coinvolta nelle azioni concertate dalla Divisione Modena Montagna contro i presidi tedeschi pedemontani, partecipando alla liberazione di Fiorano e Sassuolo (23 aprile).
Subisce diverse perdite, tra cui il partigiano Spallanzani, morto nel contesto degli attacchi ai presidi tedeschi del 9-10 aprile e Ivo Benevelli, caduto nella liberazione di Sassuolo (23 aprile). In totale, i caduti della Stop risultano essere stati 12.
Componenti principali
Base di comando
Fase 9 (5 aprile - 8 maggio 1945)
Montegibbio
Data di costituzione
Aprile 1945
Data di fine
Maggio 1945
Afferenza politica
Comunista
Numero di componenti
300 partigiani circa
Sviluppo e gerarchia
Nessuna
Battaglioni Nocetti, Pinetti, Balotta, Spitfire e il distaccamento Mazzi
