Formazione Arturo Anderlini

Dopo la disfatta di Pieve di Trebbio, “Claudio” (Ermanno Gorrieri), Italo Dagnino e il tenente Enrico Rebecchi collaborano per rimettere insieme i resti della Formazione Bandiera. La cosa migliore sembra quella di inviare di nuovo in montagna quei giovani, che erano già disposti a darsi alla vita partigiana e che, soggetti alle chiamate alle armi, non potevano rimanere troppo a lungo nascosti. Si decide dunque di dar vita a una formazione e si cerca un ufficiale disposto ad assumerne il comando: in un primo momento doveva essere Rebecchi ma, essendosi questi ammalato, Dagnino convince il capitano Mario Nardi.
Verso la fine di marzo del 1944 questi raggiunge la zona di San Martino, nel comune di Polinago, con una ventina di giovani che in buona parte avevano fatto parte della formazione di Patrignani. Sono quindi discretamente armati. La formazione assume il nome di “Arturo Anderlini”.
Nel mese di aprile la Anderlini svolge «un accurato lavoro di organizzazione per assicurare la continuità del vettovagliamento al reparto, per completare l’armamento e l’inquadramento degli uomini».
Il 1° maggio la formazione è potenziata dall’arrivo di un gruppo di giovani di Campiglio (Vignola), comandati dal sottotenente Ugo Ferri di Vignola.
Dopo un’azione svoltasi nei pressi di Gombola, il 10 maggio 1944, la Anderlini prende contatto con il gruppo partigiano di “Armando” e di “Davide”, con cui i rapporti si stringono sempre più nelle settimane successive, e la sua base di comando si sposta a Civago (RE). Agli inizi di giugno, presso Cervarolo, la formazione viene inquadrata come distaccamento all’interno della Brigata Ciro Menotti.
Durante la Zona libera Nardi diventa capo di stato maggiore generale, mentre la formazione, di stanza a Vitriola come battaglione di riserva, passa sotto il comando di Ferri.
Dopo il rastrellamento, la Anderlini fa base a Pazzano di Serramazzoni e viene inquadrata nella 34a Ferrari e poi, dopo lo sfaldamento di questa, passa le linee del fronte intorno al 20 novembre attraverso il Passo del Saltello.

Ugo Ferri, La formazione del capitano Nardi, 20 luglio 1972, Intervista di Luciano Casali, Archivio Istituto storico di Modena


Componenti principali

Arturo Anderlini

Arturo Anderlini

Eponimo

Mario Nardi

Mario Nardi

Comandante

Ugo Ferri

Ugo Ferri

Comandante di battaglione

Bernardo Leone de Benedetti “Lino”

Bernardo Leone de Benedetti “Lino”

Partigiano

Base di comando

Fase 2 (1° gennaio - 31 marzo 1944)
Fase 3 (1° aprile - 21 giugno 1944)
Fase 4 (22 giugno - 6 agosto 1944)
Fase 5 (7 agosto - 30 settembre 1944)
Fase 6 (1° ottobre - 11 dicembre 1944)
Monte San Martino, in comune di Polinago

Data di costituzione

22 marzo 1944

Data di fine

20 novembre 1944

Afferenza politica

Azionista

Numero di componenti

20 partigiani provenienti dalla formazione Bandiera a inizio aprile divengono 45 nel corso del mese, a seguito della confluenza nel gruppo di un manipolo guidato da Ugo Ferri; scendono a 35 ai primi di giugno. Il numero resta invariato fino al passaggio del fronte


Azioni compiute

27/04/1944

Attacco alla postazione di Riccò

Riccò di Monfestino, in comune di Serramazzoni

04/05/1944

Attacco ai carabinieri di Polinago

Polinago

05/05/1944

Attacco alla corriera

Pianorso

01/10/1944

Attacchi a Riccò e Noce

Riccò e Noce di Montagnana


Azioni subite

20/07/1944

Attacco tedesco alla Zona libera

Passo delle Cento Croci


Galleria


Documenti sfogliabili

La condanna a morte di due favoreggiatori del nemico, in “Gazzetta dell’Emilia”, 22 febbraio 1944

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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