Formazione Bandiera
La Formazione Bandiera nasce per diretta iniziativa del Cln di Modena a seguito della chiamata alle armi della Rsi e del decreto che stabilisce la pena di morte per i renitenti che non si presentano entro l’8 marzo.
All’organizzazione della spedizione Bandiera partecipano attivamente i membri del Comitato militare del Cln provinciale Ermanno Gorrieri “Claudio”, Leonida Patrignani “Bandiera” e Osvaldo Poppi “Davide”. A proporne la costituzione è però Patrignani, il quale intende collegarsi, con questa nuova formazione, a quella di “Armando” e poi a quelle della valle del Secchia, realizzando così, sotto il controllo del Cln, l’unità operativa di tutte le formazioni partigiane della montagna. Il progetto prende il nome di “Spedizione Bandiera” e il gruppo che vi prende parte Formazione Bandiera.
“Bandiera” trascorre l’autunno prendendo contatti con giovani renitenti della zona di Marano sul Panaro, dove risiede, e dà loro appuntamento il 5 marzo 1944, nel comune di Marano, al podere Casellina. Il comandante si aspetta un’adesione di 20-30 partigiani, ma si presentano all’appuntamento circa 120 giovani, non armati e non formati militarmente, inviati anche dai gruppi comunisti e cattolici. Questi forniscono elementi del gruppo di Magreta e di Modena: Pierino Cavazzuti, Dino Lugli, William Agazzani; mentre il Pci mobilita alcuni dei partigiani più attivi in pianura: Iris Malagoli “Mario il modenese”, Umberto Bisi “Omar” e Severino Sabbatini “Wainer”.
Il gruppo, troppo numeroso per spostarsi in alta montagna, attraversa nella notte il Panaro, arriva oltre il ponte della Casona, nei pressi di Guiglia, e trova rifugio in alcuni casolari posti a valle di Pieve di Trebbio (Guiglia). Trascorrono alcuni giorni in cui “Bandiera” fa svolgere esercitazioni militari, in attesa delle armi promesse da Poppi e Gorrieri. La mattina dopo un attacco fascista induce la formazione a salire verso Pieve di Trebbio.
Qui il 13 si consuma un duro scontro con le forze nemiche che costringe “Bandiera” a un prematuro scioglimento della formazione.
Poppi rimane ferito da una fucilata a poca distanza dal campo di battaglia.
Ermanno Gorrieri, La Repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino 1966
Sara Prati e Giorgio Rinaldi, “Quando eravamo i ribelli…” (La valle del Panaro nella Resistenza), Modena, ANPI Modena 1978
Componenti principali
Umberto Bisi “Omar”
Rovereto sulla Secchia (Novi di Modena), 1923 – Modena, 1999
Vicecomandante dall’ottobre 1944. Comandante dal 2 aprile 1945
Base di comando
Fase 2 (1° gennaio - 31 marzo 1944)
Il gruppo si forma a Marano sul Panaro e si dirige poi verso Pieve di Trebbio
Data di costituzione
5 marzo 1944
Data di fine
13 marzo 1944
Afferenza politica
Azionista
Numero di componenti
120
Sviluppo e gerarchia
Nessuna
La formazione non dipende da nessun altro gruppo, è in diretta collaborazione con il Cln modenese
La storia della formazione Bandiera è talmente breve da non prevedere la suddivisione in gruppi né la creazione di una gerarchia di formazioni dipendenti
Azioni compiute
Galleria
Documenti sfogliabili
Leonida Patrignani, Il combattimento di Pieve di Trebbio del 12 marzo 1944 e i suoi precedenti storici, in “Rassegna di storia dell’Istituto storico della Resistenza in Modena e provincia”, A. 6, n. 5 (apr. 1986), pp. 79-109
Luciano Casali, Alcune considerazioni sulla nascita della Resistenza nella pianura modenese, in “Rassegna di storia contemporanea”, A. 2, n. 1/2 (1995), pp. 31-43
