Squadre armate Italia (Sai)
Agli inizi del 1945 Ermanno Gorrieri “Claudio”, rientrato in pianura, inizia a progettare una struttura militare, di richiamo ai principi della Democrazia Cristiana, per agire capillarmente sul territorio provinciale.
La definizione del progetto comporta una lunga gestazione con trattative fra le varie anime politiche, come testimoniano le numerose relazioni del Comitato provinciale del Movimento Democratico Cristiano.
In una prima indicazione la Segreteria esecutiva individua le caratteristiche fondamentali dell’organizzazione di pianura in «massima selezione – numero limitato – organizzazione a compartimenti stagni per esigenze cospirative». Queste dovrebbero concretizzarsi nell’unità base «squadra composta in linea di massima di 4/6 uomini […] almeno per la metà armati». Al comando è previsto un caposquadra «unica persona che deve essere in contatto con altri elementi dell’organizzazione». In ausilio una staffetta. Le squadre devono essere dotate di un rifugio, di un magazzino e di un «servizio di alloggiamento e vettovagliamento clandestino». Per ogni effettivo è previsto un tesserino con il solo numero di matricola.
A inizio marzo però l’organizzazione militare di pianura è ancora embrionale, ha raggiunto solo «le zone di città, V e VI […] dipendono politicamente e militarmente dallo scrivente [Gorrieri]» e sono ancora in fase di definizione i ruolini.
A inizio aprile la struttura delle Sai ha raggiunto una dimensione provinciale, anche se sussistono tensioni sul suo riconoscimento e sulla sua dipendenza gerarchica, come lamenta “Claudio” il 6 aprile «le SAI non sono altro che il nuovo nome delle forze apolitiche organizzate da uomini della D.C., forze che oggi vengono inquadrate tutte secondo determinate direttive che possono in qualche caso esser diverse da quelle delle SAP, il che comporta l’inquadramento dei nostri uomini in reparti a sé (i quali reparti però sono a completa disposizione dei Comandi Militari di Zona, purché questi Comandi riscuotano anche la nostra fiducia)», concludendo che occorre «rafforzare sempre più l’organizzazione delle SAI: più uomini avremo e più piede potremo mettere nel Comando Divisione P».
Alla nascita della Brigata Italia Pianura le Sai vi sono inquadrate, pur continuando a operare concretamente nell’orbita delle formazioni della zona di riferimento.
Centro Francesco Luigi Ferrari di Modena, Archivio “Brigate Italia” ISMO, fondo Ermanno Gorrieri
Paolo Trionfini (a cura di), (Quasi) un’autobiografia. L’ultima intervista di Ermanno Gorrieri, Modena, Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari 2007
Componenti principali
Base di comando
Fase 8 (8 marzo - 4 aprile 1945)
Fase 9 (5 aprile - 8 maggio 1945)
Magreta di Formigine
Data di costituzione
Marzo 1945
Data di fine
30 aprile 1945
Afferenza politica
Cattolica
Numero di componenti
Nella fase iniziale non sono presenti dati
Poco prima della nascita della Brigata Italia Pianura risultano tra i 600/700 membri
Sviluppo e gerarchia
Organizzazione Patriottica Romero,
Squadre e Brigate Sap, formazioni di matrice cattolica
Comando Provinciale Sai poi dopo il 15 aprile poi
17ª Brigata Italia Pianura
Nessuna
Azioni subite
Galleria
Documenti sfogliabili
Indicazione sulla compilazione dei «Ruolini di squadra». 13 Marzo 1945, CCFMO, Archivio “Brigate Italia”, b. 2
