
Gina Borellini “Kira”
San Possidonio, 1919 – Modena, 2007
Partigiana combattente, dirigente dei Gruppi di difesa della donna
Nata in una famiglia di contadini, Gina Borellini si dedica ad attività agricole e domestiche. Dopo l’8 settembre, insieme al marito Antichiano Martini, entra nella Resistenza e la loro casa a Concordia sulla Secchia diventa una base partigiana. Borellini, con il nome di battaglia “Kira”, si dedica anche all’organizzazione dei Gruppi di difesa della donna della zona, alla testa dei quali partecipa il 9 febbraio 1945 a una importante manifestazione antifascista a Concordia. Arrestata il 22 febbraio insieme al marito, viene interrogata e torturata. Viene in seguito rilasciata, mentre Martini verrà fucilato a Modena il 19 marzo. Il 12 aprile “Kira” viene sorpresa dai militi della Brigata Nera armata insieme ad altri partigiani in un rifugio, e nella fuga viene gravemente ferita a una gamba. Non senza difficoltà riesce a raggiungere l’ospedale di Carpi, dove le viene amputata la gamba e dove, individuata dai fascisti, scampa alla fucilazione solamente grazie al sopraggiungere della Liberazione.
Nel dopoguerra ottiene la Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza e viene eletta dapprima in Consiglio comunale a Concordia e poi in Parlamento tra le file del Partito comunista. Ricopre inoltre posizioni di rilievo nell’Udi e nell’Anmig.
Franco Canova et al., Lotta di liberazione nella bassa modenese, Modena, ANPI di Modena 1975
Caterina Liotti, Mariagiulia Sandonà, Un paltò per l’onorevole: Gina Borellini, medaglia d’oro al valor militare, Modena, Mucchi 2025 (ed. or. 2009)
Biografia di Gina Borellini sul portale Rivoluzioni Crisi Trasformazioni