
Giulio Mesini “Romero”
Comandante
Originario di Formigine, Giulio Mesini è un ex tenente dell’Arma dei Carabinieri. A partire dall’estate del 1944 raccoglie intorno a sé gruppi di giovani anticomunisti nell’Organizzazione patriottica Romero. Nel novembre del 1944 entra a far parte del Cln di Sassuolo, dove sostituisce il dimissionario Rioli (Dc). Viene nominato capo di Stato Maggiore delle Sap della VI zona in rappresentanza della Dc: nonostante ciò continua a non riconoscere Sap e Gap e a rifiutare ogni inquadramento, creando quindi forti tensioni all’interno della struttura resistenziale della zona.
Nel gennaio del 1945 passa il fronte concludendo di fatto l’esperienza della Romero. Ciò avviene a seguito della cattura di Emo Tozzi “Triestino”, che rivela moltissimi nomi di appartenenti alle formazioni partigiane, provocando l’uccisione di Giuseppe Rebottini ed Ezio Consolini. Ritornato in zona e cessato il conflitto, fa arrestare Ottavio Tassi, con l’accusa di avere sequestrato e ucciso un possidente di Magreta, accusa rivelatasi infondata. Lo stesso Mesini viene coinvolto nell’aspra contrapposizione politica sui delitti dell’immediato dopoguerra modenese.