Osvaldo Poppi “Davide”


Reggio Emilia, 1908 – Reggio Emilia, 1980

Vicecomandante


Di estrazione borghese, laureato in giurisprudenza, Osvaldo Poppi è un elemento del Pci. Tuttavia, durante il Ventennio è stato un fascista convinto: ufficiale della Milizia, e, dal 1932, segretario del Fascio di San Bartolomeo di Reggio Emilia.
Dal 1936 inizia a militare nel Pci clandestino. Per questo viene arrestato e condannato nel 1939 a 20 anni di carcere.
Riesce a fuggire in Svizzera, per poi riparare in clandestinità nell’agosto 1943. Arrivato a Modena a fine ottobre dello stesso anno, Poppi è fondamentale in seno al Comitato federale del Pci per superare le incertezze nell’organizzazione della lotta armata.
Nel marzo 1944 appoggia la spedizione Bandiera, ovvero il tentativo di Leonida Patrignani “Bandiera” di creare
unità operativa delle formazioni partigiane sull’Appennino modenese sotto il controllo del Cln.
Nel contesto dei combattimenti di marzo 1944 presso Pieve di Trebbio, Guiglia, “Davide” viene ferito gravemente.
Dopo un periodo di convalescenza, in qualità di commissario politico, partecipa alla riorganizzazione delle brigate (estate-autunno 1944), per poi passare le linee in ottobre e raggiungere Roma. Rinviato a Milano, entra nel Clnai.
Dopo la fine del conflitto non si occupa di politica.

Osvaldo Poppi “Davide”, Il Commissario. Intervista sulla Resistenza a Modena, a cura di Luciano Casali, Modena, ANPI 1979

Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Modena - E.T.S.


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