
Torquato Bignami “Guido”
Bologna, 1910 - ?
Commissario politico
Operaio tornitore, Torquato Bignami entra nella Fgci nel 1926. Nel 1931 emigra in Francia, dove entra in contatto con il Centro estero del partito, che lo rimanda in missione in Italia. Arrestato nel 1932 e condannato a 10 anni, viene liberato per l’amnistia del decennale. Nel 1936 viene ammonito. Nel luglio 1943 viene condannato a 14 mesi di reclusione per aver festeggiato la caduta del regime. Dopo l’armistizio è tra i primi comandanti dei Gap di Bologna. Poi da metà novembre è inviato nella 5ª zona modenese, dove comanda i Gap di Spilamberto.
Sale in montagna a marzo 1944 con Iris Malagoli.
All’inizio di maggio entra nella 7ª Brigata Modena.
Partecipa alla Zona libera come commissario generale della IV Divisione.
Dopo il rastrellamento che vi mette fine, si aggrega brevemente con i partigiani di “Angelo”, poi, rimasto isolato, scende in pianura.
A fine settembre, a seguito del rastrellamento di metà mese, si sposta nella valle del Panaro con il battaglione del “Toscano” e partecipa al combattimento di Sassoguidano.
Viene poi designato come commissario della 34ª Brigata Ferrari.
A inizio ottobre si trova nella valle del Panaro, viene quindi scelto come commissario politico del Gruppo Brigate Est, con cui si sposta nella valle del Panaro. Combatte a Benedello e poi passa il fronte.
Nella Divisione Armando è vicecommissario.
Dopo la Liberazione è dirigente del Pci, ma, accusato di un delitto, scappa in Cecoslovacchia e poi ripara in Francia. Torna a Bologna nel 1964, ma non riesce più a inserirsi nel contesto politico di prima e nel 1977 lascia polemicamente il partito.
Nel 1980 viene arrestato per aver aiutato il figlio Maurice, uno dei leader di Prima linea. Sconta sei anni di carcere, da cui esce malato.