
Vladimir Pereladov “Capitano Russo”
Morodovo (Berdsk), 1918 - Mosca, 2008
Comandante
Orfano di entrambi i genitori, Vladimir Pereladov cresce in un battaglione militare di stanza a Berdsk.
Studia economia a Mosca.
Nel 1941 entra volontario nella milizia popolare e diventa comandante di un reggimento di fanteria all’interno della Divisione Bauman.
Viene ferito e fatto prigioniero dai tedeschi.
Nell’agosto 1943 è condotto in Italia per lavorare alla fortificazione della Linea Gotica.
Riesce a fuggire e viene accudito dalla famiglia Dini di Sassuolo.
Nel marzo 1944 si unisce ai partigiani modenesi e comincia a fare propaganda presso i sovietici presenti nelle diverse formazioni.
Nella fase della Zona libera viene scelto come comandante del Battaglione sovietico, che contribuisce attivamente alla difesa del presidio.
Dopo aver passato il fronte, viene internato in un campo di raccolta alleato e rientra in patria il 15 aprile 1945.
Resta per tre anni in ospedale militare.
Poi completa gli studi di ingegneria e viene impiegato nel Gosplan.
È dirigente di diverse associazioni di veterani nella zona di Mosca.
Ritorna più volte in Italia, ricevendo nel 1964 una medaglia del Comune di Montefiorino e la cittadinanza onoraria di Sassuolo.