
Zosimo Marinelli
Zocca, 1894 - Bologna, 1944
Proprietario terriero locale, militante dell’Azione cattolica, sposato con quattro figli, Zosimo Marinelli dirige una miniera di zolfo in Sicilia ed è proprietario di due aziende agricole a Monteombraro. Rifiuta la tessera del Pnf, a cui manifesta apertamente la sua avversione.
Nella sua proprietà dà assistenza e rifugio ai partigiani. A fronte della sua attività, il reggente del fascio locale Vincenzo Minelli, organizza una spedizione punitiva presso la sua abitazione, intercettata però dai partigiani, che lo uccidono. Per il giorno successivo, la Federazione fascista di Modena mette in campo un’azione di rappresaglia nei suoi confronti: la moglie e le tre figlie sono arrestate e i suoi beni saccheggiati, mentre lui cerca nascondiglio prima a Castelfranco Emilia e poi a Marzabotto (BO). Un mese dopo, il 27 dicembre, decide di costituirsi, probabilmente nella speranza di ridare la libertà ai suoi familiari. Viene arrestato e detenuto a Modena fino al 26 gennaio, quando viene condotto a Bologna, dove era stato ucciso il federale Eugenio Facchini. Il giorno dopo, viene fucilato insieme ad altre nove persone al poligono di tiro di Borgo Panigale (BO).
Pagina relativa a Zosimo Marinelli sul portale web “Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana”